PALMA DI MONTECHIARO. Carabinieri sventano rapina, il maresciallo rischia di essere colpito a pistolettate dai malviventi

Cinque arresti. Tentato omicidio, rapina, violenza e resistenza a pubblico ufficiale. Brillante operazione dei carabinieri a Palma di Montechiaro.

Se l’è vista di brutto ieri il maresciallo Luigi Marletta, comandante della stazione di Palma di Montechiaro. durante un servizio antirapina che ha permesso l’arresto in flagranza di reato di Ignazio marino, 20 anni, e Maurizio Manazza, 22 anni, entrambi palmesi. Il rapinatore colto sul fatto ha tre volte cercato si sparargli, per fortuna la pistola si è inceppata.

Nella circostanza il maresciallo Marletta poneva in essere un mirato servizio antirapina avendo raccolto molteplici elementi che indicavano l’alta probabilità che venisse perpetrata una rapina ai danni di uno dei supermercati presenti nel centro di quel comune. Tale servizio veniva espletato durante l’orario di chiusura di tali esercizi commerciali e difatti, proprio mentre il maresciallo e i suoi uomini si trovavano all’interno del supermercato denominato “Gueli market”, sito in via via Lussu 1, facevano irruzione in quel supermarket due malviventi con volto travisato da passamontagna armati di pistola che ordinavano ai cassieri di consegnare loro l’intero incasso della giornata.

Prontamente il maresciallo Marletta, con il supporto di un altro militare, intimava ai malviventi di gettare le armi e desistere dal proseguire l’atto criminoso. In quel frangente il Marino Ignazio rivolgeva l’arma contro il maresciallo premendo per tre volte la leva di sparo ma senza riuscire ad esplodere il colpo a causa di un fortuito inceppamento dell’arma. Immediatamente quindi i due malviventi, anche grazie all’intervento di altri militari presenti all’esterno del supermermercato, venivano disarmati, bloccati e condotti presso la locale caserma carabinieri per l’esecuzione degli atti di rito. In particolare le armi poste sotto sequestro sono rispettivamente una pistola marca Pietro Beretta cal. 7.65 con matricola abrasa mentre l’arma in possesso del Manazza Maurizio è risultata essere una riproduzione in ferro di una pistola però priva del previsto tappo rosso.

Una volta giunti presso la sede della locale stazione carabinieri, accorrevano sul posto più di 30 persone, tra famigliari ed amici, che inscenavano un’animata e violenta protesta contro l’eseguito arresto dei due soggetti. Alcuni famigliari tentavano anche di entrare all’interno dello stabile aggredendo alcuni Carabinieri che si stavano adoperando per riportare la calma e impedire che persone non autorizzate accedessero in caserma.

In questo frangente venivano tratti in arresto in flagranza di reato i seguenti soggetti: Matteo Marino, 46 anni, pizzaiolo incensurato, Salvatore Arancio, 50 anni, disoccupato pregiudicato, e Francesco Bracco, disoccupato pregiudicato, poiché  resisi responsabili di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.

Gli arrestati, espletate le formalità di rito, venivano condotti presso la casa circondariale di Agrigento a disposizione dell’autorità giudiziaria