CATTOLICA. Anziana morta dopo la rapina, la badante arrestata respinge le accuse davanti al Gip

Ha risposto alle domande del Gip di Agrigento, Luisa Turco, la badante cattolicese arrestata per rapina e lesioni aggravate che avrebbero causato la morte della pensionata 85enne Anna Fasulo.

L’interrogatorio di garanzia di Santa Mulone, 59 anni, si è svolto nella sezione femminile del carcere di contrada Petrusa dove l’indagata, assistita dal suo legale di fiducia avvocato Santo Lucia, ha parlato per oltre un’ora e mezza. La Mulone ha respinto tutte le accuse mosse nei suoi confronti così per come le vengono contestate dalla Procura della Repubblica di Agrigento. La donna ha sostenuto che la casa dell’anziana che accudiva era frequentata da diverse persone, aggiungendo inoltre che la signora Fasulo, quando è stata trasportata in ospedale il 20 marzo scorso (il giorno della rapina), avrebbe detto davanti a vari testimoni che si sarebbe ferita a causa di una caduta accidentale.

L’avvocato Lucia si è riservato di presentare l’esito delle indagini difensive nelle quali dovrebbero essere indicati alcuni testimoni e ha chiesto la concessione degli arresti domiciliari per la sua assistita. Santa Mulone è accusata di avere colpito violentemente alla testa con un oggetto contundente, il 20 marzo scorso, l’anziana che accudiva come badante, per rapinarla e arraffare quei 30 mila euro prelevati proprio pochi giorni prima, insieme a lei e a sua figlia, dall’ufficio postale di Cattolica Eraclea e custoditi in una cassetta di sicurezza nascosta all’interno del vano doccia dell’abitazione della pensionata in via Amendola, al civico 31. Al momento l’accusa è di rapina e lesioni aggravate dall’aver “commesso violenza per mezzo di un’arma, di avere commesso il fatto per motivi futili, e di avere approfittato della condizione di minorata difesa”.

Si attende l’esito dell’autopsia, non si esclude che l’imputazione possa ulteriormente aggravarsi visto che, secondo la ricostruzione degli inquirenti, le lesioni avrebbero causato la morte della signora Fasulo, avvenuta a Foggia, la città in cui vive la sua unica figlia, il 16 aprile scorso, meno di un mese dopo dal giorno della rapina. Per fare pienamente luce sull’accaduto proseguono le indagini dei carabinieri della compagnia di Agrigento dirette dal capitano Asti e coordinate dal procuratore aggiunto Ignazio Fonzo e dal sostituto Luca Sciarretta.

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