CAMMARATA. Elezioni, la reazione degli sconfitti Giambrone e Maggio

Quasi per nulla toccato dall’esito delle consultazioni, non ha perso il sorriso Pino Giambrone, candidato sostenuto dalla lista “Alternativa per Cammarata” che si è detto, anzi, orgoglioso e propositivo.

PINO GIAMBRONE. “La mia grandissima soddisfazione consiste nell’avere guardato i miei figli negli occhi e aver visto orgoglio. Non so se gli altri avranno la stessa possibilità – ha detto a caldo -. Sono felice e orgoglioso di avere dato un’alternativa a Cammarata con un progetto che dava ai cammaratesi modo di scegliere rispetto al governo precedente della città.

Sono orgoglioso di quello che ho fatto e ringrazio il gruppo creatosi e gli elettori coraggiosi, onesti e leali che ci hanno sostenuti”, ha detto Giambrone dichiarando la ferma volontà di portare avanti le battaglie annunciate, all’interno del Consiglio comunale. “Non consentiremo si facciano cose diverse dalla politica: vogliamo, come anunciato nel programma, sostenere il principio di legalità ed è un obiettivo che possiamo raggiungere dall’una e dall’altra parte” ha concluso, non prima di porgere i propri auguri agli eletti, affinché lavorino per il bene di Cammarata”.

PINO MAGGIO. “Ce lo aspettavamo: sapevamo contro chi andavamo, e a cosa andavamo incontro dando battaglia ad armi impari. Ma siamo un gruppo ferreo, e non ci scoraggia il risultato delle consultazioni: continueremo a fare opposizione nel sociale, come sempre, e a combattere per le case popolari in pessime condizioni, per una soluzione alla frana a Gianguarna e per il dissesto idrogeologico in atto nel nostro territorio”. Così Pino Maggio, candidato a sindaco per la lista civica “È l’ora” che non ha risparmiato strali all’indirizzo del riconfermato primo cittadino. “Vito Mangiapane calpesta la dignità delle persone, e per questo non lo riconosco come mio sindaco: non lo è e non lo sarà mai – ha dichiarato -. Ci sono, purtroppo, dei signorotti della politica, colletti bianchi che gestiscono a livello amministrativo la cosa pubblica, parlo degli apici della burocrazia comunale, che per mantenere una posizione economica consistente, con 90 mila euro l’anno di prebende per incarichi professionali vari, non avrebbero sostenuto la mia candidatura perché avrei tagliato questi costi”, ha rincarato Maggio secondo il quale “dovevano evitarlo, mantenere lo status quo”. E ancora, Pino Maggio denuncia:“La campagna elettorale è stata condotta con poca serietà, approfittando del fatto che ‘quando la pancia è vuota la testa non ragiona”.