LAVORO. Precari a rischio, approvato documento dai sindaci agrigentini

A conclusione dell’affollata assemblea, promossa dal sindaco di Agrigento marco Zambuto, svoltasi nell’aula consiliare della Città della Valle dei templi, nel pomeriggio di lunedì 7 giugno, con la partecipazione di numerosi primi cittadini dei comuni della provincia di Agrigento e di quelle limitrofe (tra cui quelli di Burgio, Calamonaci, Caltabellotta, Camastra, Cammarata, Campobello di Licata, Castronovo di Sicilia, Cattolica Eraclea, Chiusa Sclafani, Favara, Giuliana, Grotte, Licata, Menfi, Milena, Naro, Palma di Montechiaro, Porto Empedocle, Racalmuto, Raffadali, Ravanusa, Ribera, S. Biagio Platani, S. Giovanni Gemini, S. Angelo Muxaro, S. Margherita di Belice, S. Elisabetta, Sciacca, Villafranca Sicula) del Presidente della Provincia di Agrigento, dei rappresentanti sindacali e dei lavoratori interessati, è stato approvato il seguente documento.

“I sindaci siciliani, preso atto del devastante effetto che verrebbero sicuramente ad avere sulle risorse umane ed i servizi comunali i provvedimenti del Governo nazionale in ordine al precariato ed al patto di stabilità, evidenziati gli effetti estremamente negativi sul piano economico che detti atti provocherebbero sulla disastrosa situazione occupazionale della Sicilia, costituiscono un comitato permanente di azione e di lotta per modificare i citati provvedimenti, manifestano piena condivisione e sostegno all’impegno del Presidente della Regione e dei sindacati,  preannunciano una serie di iniziative di protesta, finalizzate anche a coinvolgere tutti i parlamentari siciliani e meridionali su questo programma di difesa degli interessi della Sicilia, chiedono prioritariamente l’immediata modifica del decreto legge n. 78 del 31/05/2010 nella parte relativa al precariato, preannunciano una manifestazione nazionale partecipata da tutti i rappresentanti degli enti locali, concordata con i sindacati, a palazzo Chigi, ove si depositeranno, innanzi all’ingresso della Presidenza del Consiglio dei ministri, le fasce tricolore”.