AGRIGENTO. Povertà e disagio sociale, intervento di Lauricella (Pd)

Molte famiglie sono prive dei mezzi di sussistenza e dei beni di prima necessità.  Le Parrocchie, il Banco alimentare, la Caritas e il volontariato Vincenziano sono, infatti, ai limiti di saturazione mentre la domanda di generi alimentari e di piccoli aiuti in denaro aumenta costantemente ed in modo esponenziale.

    Si incrementa l’esercito dei deboli senza reddito e senza mezzi. Un mondo infinito che ha bisogno di aiuto per superare i bisogni quotidiani rispetto al quale il Comune di Agrigento non è ancora riuscito a predisporre un piano di intervento sufficiente per alleviarne la disperazione e il disagio. 

    Ad Agrigento sono numerosi gli anziani indigenti per i quali è necessario un immediato ricovero in istituto o nelle residenze sanitarie assistite.  Per questi ricoveri  è necessaria una spesa individuale da seicento a milleduecento euro ed, in assenza di un intervento pubblico, resta solo una insufficiente assistenza familiare o la solitudine più sconfortante. 

    Le richieste di aiuto domestico superano in modo esorbitante ogni capacità di risposta da parte del Comune di Agrigento ed il servizio di assistenza domiciliare riesce ad accontentare solo una parte dei richiedenti. 

    Il costo dei ticket sanitari sugli esami di laboratori e il pagamento dei farmaci non prescrivibili, ma spesso indispensabili, limita il diritto alla salute dei poveri. 

    Il problema dell’alloggio si ingrandisce quotidianamente con centinaia di famiglie che bussano alla porta del Comune per cercare di avere una casa popolare o un tetto qualsiasi sotto il quale ricoverarsi. 

    La progressiva chiusura dei cantieri edili, la crisi dell’indotto, dell’artigianato e dei piccoli negozi accresce le file dei nuovi poveri e disegna una prospettiva ed uno scenario sconfortante. 

    Il tasso di disoccupazione ad Agrigento città ha raggiunto livelli inaccettabili. Si tratta  di una mancanza di lavoro che riguarda, oltre che i giovani, che non trovano una prima occupazione, anche una vasta fascia di adulti che hanno perduto il lavoro e non riescono più ad assicurare un reddito al proprio nucleo familiare. 

    Con i parametri ISTAT le famiglie povere ad Agrigento si contano a migliaia con fenomeni di gravissimo disagio sociale, con i giovani che rinunciano agli studi universitari per motivi economici, con lo sfruttamento di lavoratori pagati alcune centinaia di euro al mese, con l’emigrazione forzata e con un processo di regressione sociale da cui possono facilmente nascere gravi problemi di devianza. 

    Le possibilità di intervento che si propongono riguardano: 

a) realizzazione di un coordinamento comunale finalizzato ad individuare tutte le iniziative imprenditoriali in corso sul territorio per analizzare i tempi di cantierabilità e, attraverso un rapporto sinergico con l’organizzazione degli industriali, i sindacati, gli uffici preposti a fornire le autorizzazioni amministrative e tecniche, l’ufficio tecnico comunale e la camera di commercio, predisporre dei meccanismi di accelerazione delle procedure che consentano l’immediato avvio dei lavori;   

b) stipulare una convenzione con gli istituti di credito per la concessione di finanziamenti agevolati a tasso minimo (inserendo nel bilancio comunale una somma sufficiente per abbattere il tasso di interesse) per consentire ai giovani che vogliono intraprendere una attività artigianale o commerciale di reperire risorse sufficienti. 

    Questo scenario senza speranza dovrebbe stimolare l’Amministrazione comunale presieduta dal Sindaco Marco Zambuto ad elaborare, con immediatezza, un progetto di assalto alla miseria” per rivoluzionare tutto il sistema della solidarietà sociale nel Comune di Agrigento per programmare ed organizzare interventi di sussidio che servano a contrastare la solitudine, l’isolamento e l’emarginazione delle fasce deboli. 

    E’ necessario realizzare un fronte comune per azzerare un sistema burocratico e minimale che ha visto fino ad oggi il Comune di Agrigento nell’impossibilità economica per intervenire con una visione globale dei bisogni del territorio.  

    L’Amministrazione comunale presieduta dal Sindaco Marco Zambuto dovrà privilegiare l’attenzione verso le fasce deboli che rappresentano una realtà in costante crescita e soprattutto una emergenza sociale verso la quale dovrà dare risposte concrete realizzando interventi di solidarietà e destinando risorse finanziarie consistenti.  

    Gli amministratori comunali e in particolare i responsabili dei servizi sociali devono uscire dalle mura del palazzo municipale, ascoltare la gente, tamponare le emergenze e programmare interventi rapidi e duraturi contro la povertà e il disagio sociale

    E’ ormai il tempo di sconfessare la politica dei contributilavacoscienza” sostituendo una pratica assistenziale inefficace e priva di anima e di sentimento con una azione di erogazione di servizi diretti sul piano dell’assistenza, dell’aiuto alimentare e del supporto nel pagamento delle spese primarie (luce, gas, acqua etc..) che spesso costituiscono il primo ed insormontabile  problema per le famiglie povere. 

    Occorre raccordare il volontariato cattolico, l’associazionismo, le parrocchie e la Caritas con le Istituzioni comunali per potere realizzare una rivoluzione culturale e attivare un sistema virtuoso di interventi assistenziali degno di una comunità che vuole sentirsi civile e moderna. 

    Agrigento 03/06/2010

Salvatore Lauricella

(Vice Presidente del Consiglio comunale di Agrigento)