CATTOLICA. I Ris trovano tracce di sangue e impronte a casa della donna morta dopo la rapina

Potrebbero essere i rilievi effettuati dai Ris di Messina a fare piena luce sulla morte dell’anziana di Cattolica Eraclea forse tramortita dalla sua badante per rapinarla di 30 mila euro.

I carabinieri del Reparto di investigazioni scientifiche sono piombati all’interno dell’abitazione della pensionata Anna Fasulo, di 85 anni, morta il 16 aprile scorso pare a causa degli aggravamenti dovuti a un colpo in testa con un oggetto contundente, che le sarebbe stato inferto il 20 marzo scorso dalla sua badante per mettere a segno una rapina.

In carcere, su ordinanza di custodia cautelare firmata dal Gip Luisa Turco della Procura della Repubblica di Agrigento, è andata a finire Santa Mulone, 59 anni, accusata di rapina e lesioni aggravate dall’aver causato la morte dell’anziana.

Mentre un’altra inchiesta della Procura di Foggia ipotizza l’omicidio preterintenzionale e tra gli indagati per omicidio colposo, per “atto dovuto”, ci sarebbero sette sanitari, tra medici e infermieri, dell’ospedale di Ribera dove la donna fu trasportata il 20 marzo scorso per le ferite riportate – riferì la badante che l’accompagnò insieme ad altre persone – in seguito a una caduta accidentale.

Ma l’anziana, dopo una decina di giorni, trasferita a Foggia dove vive la sua unica figlia, seppur in gravi condizioni, in un momento di lucidità, riferì ai carabinieri di non essere caduta a terra ma di essere stata colpita alle spalle mentre era seduta su una sedia bianca sulla quale si sono subito rivolte le attenzioni degli investigatori.

Dunque mentre si resta in attesa dell’esito dell’autopsia è stata setacciata palmo a palmo dai Ris l’abitazione della signora Fasulo, in via Amendola, al civico 31. In particolare gli uomini del Reparto di investigazioni scientifiche si sono soffermati a lungo nel piano terra, dove per la maggior parte viveva la donna accudita dalla sua badante.

Massima attenzione, ovviamente, è stata prestata a tutti gli oggetti contundenti, come bastoni, soprammobili, vasi che potrebbero rivelarsi l’arma usata per il presunto omicidio. Nonostante la casa sembra sia stata ripulita sono state trovate tracce di sangue e impronte che potrebbero rivelarsi determinanti per capire cosa sia successo.

Sul luogo di quello che gli inquirenti ritengono un delitto, oltre al Pm Luca Sciarretta che coordina l’inchiesta, sono arrivati ieri anche gli avvocati di parte civile Michele Vaira e Angela Spagnolo e il loro consulente d’eccezione, l’ex generale dei carabinieri Luciano Garofano, che per anni è stato comandante del Ris di Parma.

Hanno preferito non partecipare al sopralluogo gli avvocati difensori dell’indagata Santo Lucia e Pietro Piro che restano in attesa della decisione del tribunale delle libertà di Palermo sulla richiesta di scarcerazione della loro assistita che davanti al Gip ha respinto le accuse.