AGRIGENTO. La Cisl: “Senza infrastrutture non ci può essere sviluppo in Provincia”

“E’ tempo che i nostri rappresentanti politici, dal Presidente della Provincia, al sindaco di Agrigento, e la deputazione nazionale e regionale, ci dicano che idea di sviluppo hanno della nostra terra”.

A parlare è il Segretario Provinciale della FIT CISL di Agrigento Nino Stella  che invita la classe politica locale ad una seria riflessione sul futuro della provincia.

“Da quasi mezzo secolo ci si riempie la bocca con paroloni quali sviluppo turistico ed infrastrutturale ma, fatta qualche piccola eccezione – denuncia Nino Stella – nulla è stato fatto. Come è possibile continuare a parlare di sviluppo turistico quando la provincia agrigentina continua ad essere isolata dal resto del mondo ? Cosa hanno fatto i nostri rappresentanti politici per rimediare in tal senso ? A mio avviso – continua il sindacalista – è necessario ripartire da zero, con umiltà, e soprattutto avendo le idee ben chiare su cosa vogliamo fare di questa provincia”.

“Se davvero vogliamo legare lo sviluppo economico e sociale di Agrigento all’industria del turismo – secondo Nino Stella – è necessario allora predisporre un adeguato e funzionale piano provinciale dei trasporti. E di questo se ne dovrà necessariamente far carico la Provincia Regionale di Agrigento che istituì, a suo tempo, sotto l’amministrazione Fontana, una Consulta Provinciale dei Trasporti che non mi risulta abbia portato avanti alcun progetto”.

“La situazione – analizza Nino Stella – in provincia di Agrigento è a dir poco drammatica. Fatta eccezione per il raddoppio della SS640, attualmente in via di realizzazione e quindi unica nota positiva in tutto il territorio,  tutti e 43 i comuni dell’hinterland sono di fatto esclusi dai circuiti autostradali. Il trasporto ferroviario è ridotto ai minimi termini ed è comunque sconnesso dai nodi intermodali che si intendono realizzare. Proprio in questi giorni a Porto Empedocle, è arrivata una nave da crociera stracolma di turisti, ansiosi di poter visitare le bellezze paesaggistiche che il nostro territorio offre: a pochi metri dalla banchina vi è il capolinea della ferrovia “Agrigento – Porto Empedocle” che attraversa la Valle dei Templi, che invece risulta chiusa al traffico ordinario quando invece potrebbe garantire un collegamento celere, e soprattutto con orari reperibili in tutto il mondo, dal porto fino al centro città, transitando per il nostro meraviglioso parco archeologico”.

“Si parla da tanti anni di metropolitana di superficie tra Aragona – Agrigento e Porto Empedocle. Si tratta – secondo il sindacalista – di una opportunità unica per risolvere i gravissimi problemi di mobilità che affliggono il nostro territorio che la Politica deve seguire con la massima attenzione. A mio avviso, al fine di rendere questo servizio competitivo, è necessario potenziare ulteriormente i progetti già redatti prevedendo, ad esempio, il raddoppio del binario tra Agrigento, Fontanelle, la Zona Industriale ed Aragona, istituendo nuove fermate al servizio dei pendolari. Sarebbe auspicabile, inoltre, progettare una nuova linea ferroviaria che da Porto Empedocle (o Villaseta) si inoltri verso sud, a San Leone e, soprattutto al Villaggio Mosè, dove sono ubicati i maggiori complessi alberghieri della città di Agrigento”.

“E sempre a proposito di trasporto pubblico locale nella città dei templi – continua Nino Stella – è a dir poco scandaloso il servizio espletato dalla TUA. Innanzitutto: il prezzo dei biglietti. Trovo vergognoso che i vertici dell’azienda abbiano fissato il prezzo dei biglietti a 1,20 euro a corsa, pur sapendo che l’utenza media è rappresentata da anziani che, nella maggior parte dei casi, percepiscono magre pensioni da 500 euro al mese. Per spostarsi da Fontanelle a San Leone, occorrono 2,20 euro che diventano 4,40 se consideriamo il tragitto di ritorno. Tutto questo a fronte di un servizio a dir poco scadente: si fa  quasi prima a raggiungere Palermo che non la frazione balneare di San Leone, partendo da Piazzale Rosselli”.

“La CISL – chiarisce Nino Stella – ha sempre sostenuto il progetto del Presidente D’Orsi per la realizzazione di uno scalo aeroportuale a Licata. Ma lo stesso D’Orsi deve comprendere che, in assenza di valide vie di collegamento verso l’aeroporto, quest’ultimo rimarrebbe una cattedrale nel deserto. Noi – suggerisce Stella – crediamo con forza che potenziando l’esistente tracciato ferroviario tra Agrigento, Canicattì e la città di Licata, sia possibile superare anche questo non trascurabile problema. Ma è necessario attivarsi sin da subito, contestualmente al progetto per l’aeroporto di Licata”.

“Queste sono solo alcune idee che la FIT CISL propone al fine di far uscire la provincia di Agrigento dalla marginalità che la caratterizza. Adesso spetta alla Politica dare le risposte che questo territorio attende da troppi anni. Siamo stanchi e umiliati dalla solita “politica degli annunci”, del promettere e non concludere nulla.  Invito pertanto il Presidente Eugenio D’Orsi, il sindaco Marco Zambuto e la classe politica tutta a confrontarsi, nella naturale sede della consulta provinciale dei trasporti, per programmare insieme lo sviluppo infrastrutturale di Agrigento e del suo hinterland”, conclude il segretario provinciale della FIT CISL di Agrigento Nino Stella.