OPERE PUBBLICHE. Rete idrica di Agrigento, tappa importante in commissione regionale

Esaminato ieri, dagli esperti della Commissione Regionale Lavori Pubblici, presso l’Assessorato Regionale Infrastrutture, il progetto della rete idrica di Agrigento, redatto dalla Società Delta Ingegneria.

E’ stato il Capo del Genio Civile Rino La Mendola a descrivere il progetto, con la  collaborazione del Responsabile Unico dei Lavori (RUP), ingegnere Bernardo Barone. La Commissione, presieduta dal Dirigente Generale  Vincenzo Falgares e composta, tra gli altri, dagli ingegneri agrigentini Antonino Butera e Attilio Santini, ha valutato positivamente la relazione dell’Arch. La Mendola, ma il parere definitivo sarà espresso soltanto dopo l’acquisizione di alcuni documenti amministrativi e dei pareri dei soggetti competenti, che avverrà prima delle ferie estive,  in conferenza dei servizi, presso l’Assessorato delle Infrastrutture.

La Commissione  ha esaminato il progetto, ritenendolo valido dal punto di vista tecnico, afferma il  Capo del Genio Civile,  rinviando gli aspetti amministrativi alla prossima seduta. Possiamo affermare, prosegue La Mendola, che ieri  è stata consumata una tappa importante per dotare la città di Agrigento di una rete idrica efficiente, in grado di arginare la sua atavica crisi idrica, dovuta principalmente allo stato deficitario della rete di distribuzione, che nonostante i recenti interventi di potenziamento degli acquedotti esterni e delle fonti di approvvigionamento, come il dissalatore di Porto Empedocle, non consente una regolare ed adeguata distribuzione idrica. Il Piano d’Ambito per il Comune di Agrigento stima una perdita totale di acqua dalle condutture pari al 62%; attraverso la realizzazione dei lavori tali perdite saranno drasticamente ridotte, in conformità  al Piano d’azione degli obiettivi di servizio del Quadro Strategico Nazionale 2007-2013”.

Il progetto esitato,  continua il  Capo del Genio Civile, ammonta  a  poco meno di 33 milioni e mezzo di euro  (€. 33.543.000) e prevede: l’ ottimizzazione del sistema esterno di adduzione e la riorganizzazione del sistema interno di distribuzione; la creazione delle necessarie interconnessioni  tra i vari serbatoi di zona, in modo da veicolare in tempo reale i flussi idrici in esubero nelle zone in cui si registrano carenze idriche; il rifacimento delle reti di distribuzione in cattivo stato di funzionalità; l’integrazione della rete a servizio di aree scarsamente servite; il rifacimento del sistema degli allacci alle utenze private e la creazione di un sistema di telecontrollo, al fine di acquisire i dati in tempo reale per una immediata risposta alle continue variazioni di flusso in arrivo alla città ed in distribuzione al suo interno, nonché per l’acquisizione, in tempo reale, dei dati di portata e di pressione, necessari per i bilanci idrici e per il controllo delle perdite.