ANTIMAFIA. Il pm Asaro: nell’Agrigentino cultura medievale, non sbocciano i germogli della legalità

“Nell’Agrigentino vi è una cultura medievale, così non sbocciano i germogli della legalità”. Non usa mezzi termini il sostituto procuratore della Dda di Palermo, Fernando Asaro, commentando la cattura del boss Giuseppe Falsone in un’intervista rilasciata al Giornale di Sicilia.

“L’occasione dell’arresto di Falsone è troppo importante per non denunciare l’indifferenza della società civile agrigentina alla notizia della cattura del capo provincia della cupola mafiosa. Venti persone fermatesi distrattamente sotto la Questura – ha detto il pm Asaro – non sono certo simbolo di una reazione e di una coscienza cambiata. Agrigento – ha aggiunto – resta arroccata a mentalità medievali. Di contro appena pochi mesi fa – ricorda il magistrato – una vittoria sportiva è stata dedicata a un mafioso palmese da poco arrestato e poi condannato a 5 anni di reclusione. Credo proprio che ad Agrigento – ha concluso Asaro – non ci siano quei germogli di legalità che invece cominciano a spuntare altrove”.

Oggi iniziativa del sindacato di polizia Uilps ad Agrigento. Poche persone, nessun amministratore, solo il presidente D’Orsi e poi agenti  della polizia ed ex agenti. “Non si può dire purtroppo che sia stata una manifestazione di popolo quella svolta oggi ad Agrigento davanti alla Questura per “ringraziare” la Polizia di stato per l’arresto di Giuseppe Falsone”, racconta Gioacchino Schicchi su Agrigentonotizie.it.

Intanto è stata presentata nel corso di una conferenza stampa l’iniziativa “giornata della liberazione dalla mafia” promossa ad Agrigento il 14 luglio dal presidente della Provincia Eugenio D’Orsi, dal sindaco di Agrigento Marco Zambuto e dal sindaco di Campobello di Licata Michele Termini.