CATTOLICA ERACLEA. Intimidito direttore di banca, bruciato il portone di casa

Dopo un breve periodo di “calma apparente” pare siano ripresi in piena estate gli atti intimidatori. E’ stata danneggiata con un incendio molto probabilmente di natura dolosa il portone d’ingresso dell’abitazione di Lillo Sanfilippo, 59 anni, di Cattolica Eraclea, vice direttore dell’agenzia della banca San Paolo di Ribera.

Il rogo sarebbe stato appiccato da ignoti intorno alle 2 della notte tra giovedì e venerdì scorsi nella centralissima via Monsignor Amato al civico 82, proprio a due passi dalla piazza Roma mentre erano ancora in corso gli spettacoli estivi e quindi in giro c’erano molte persone. L’incendio è stato infatti subito avvistato e spento da alcuni vicini di casa, non si è reso necessario l’intervento dei vigili del fuoco.

Sul posto per i rilievi di rito sono tempestivamente giunti i carabinieri della locale stazione guidati dal maresciallo Liborio Riggi. I militari dell’Arma hanno subito avviato le indagini, raccolto le testimonianze dei vicini di casa, sentito per sommarie informazioni il funzionario di banca entrato in una notte di piena estate nel mirino di ignoti malviventi, agevolati dal fatto che il destinatario della presunta intimidazione in questi giorni trascorre le vacanze nella villa di Eraclea Minoa e la casa di Cattolica era a quell’ora era disabitata. Nella stessa palazzina oltre al vice direttore della San Paolo di Ribera vivono la figlia e il genero che in quel momento non erano in casa. Sul luogo dell’incendio i carabinieri avrebbero trovato tracce di liquido infiammabile, ma non il contenitore all’interno del quale era contenuto.

Si indaga a tutto campo, sembra però essere stata scartata l’ipotesi della natura accidentale del rogo. Secondo una prima stima i danni ammontano a 3000 euro e non sono coperti da assicurazione. Lillo Sanfilippo, sentito dagli investigatori, ha detto di non aver nessuno sospetto su chi possa avergli fatto il danno e di non aver avuto alterchi con nessuno. A tentare di risalire agli autori e al movente del gesto saranno i carabinieri della locale stazione coordinati dal comandante della compagnia di Agrigento capitano Giuseppe Asti.