MALASANITA’. Agrigento, rischia il collasso il pronto soccorso del San Giovanno di Dio

“Sono 80.000 gli accessi all’anno nel nostro Pronto soccorso, con un organico di solo undici medici, di cui otto con incarico di quattro mesi rinnovabili che devono garantire il circuito del sistema Emergenza/Urgenza nella nostra provincia.

I loro turni sono massacranti, non gli permettono il giusto riposo per un recupero psicofisico. Riposo, indispensabile per questi professionisti, della Medicina d’urgenza che, in momenti di massima criticità, devono garantire un intervento efficace ed efficiente”. A dichiararlo è Alfonso Buscemi, segretario generale della Fp Cgil di Agrigento.


“Gli infermieri del Pronto soccorso – continua Buscemi- sono chiamati al dono dell’ubiquità. Sono, infatti, appena sedici e devono occuparsi durante il loro turno di più servizi contemporaneamente, dall’accettazione dei pazienti in Emergenza/Urgenza (Triage), all’assistenza di pazienti ricoverati in Astanteria, e nelle sale visita comprese quelle di chirurgia.


“Inoltre – aggiunge il sindacalista – credo che tutto questo sia insopportabile per utenti ed operatori sanitari perchè succede di frequente che, utenti esasperati in momenti di angoscia, scarichino la loro tensione e rabbia contro gli operatori sanitari tale da rendersi necessario che venga richiesto l’invio di pattuglie di polizia per garantire l’ordine”.


Infine, Il segretario generale della Fp Cgil di Agrigento, ha chiesto al direttore generale, Olivieri dell’Asp di Agrigento, di essere convocato urgentemente per discutere questa gravissima criticità, ed anche, l’impegno a rafforzare l’organico di tutti gli operatori del Pronto soccorso, compresi medici ed infermieri, perché questo tipo di professione necessità di serenità per prevenire quello che spesso leggiamo sui giornali dei cosiddetti “casi di malasanità”.