RACKET. Di Gati: imprenditori con una mano denunciano e con l’altra cercano la mafia

Grandangolo – il giornale di Agrigento diretto da Franco Castaldo – pubblica nel numero 36 articoli di grande rilievo, soprattutto quelli dedicati alla mafia.

Innanzitutto, le rivelazioni di Maurizio Di Gati che stanno aprendo squarci di luce inimmaginabili in relazione all’imposizione del pizzo e la collaborazione, voluta o imposta, di numerosi imprenditori.

Afferma Di Gati: “Non conosco imprenditori agrigentini che abbiano voluto distanziarsi da Cosa nostra”. Affermazione clamorosa che va coniugata con l’ulteriore affermazione: “Gli imprenditori con una mano denunciano e con l’altra cercano la mafia”. Il resto della storia sarà possibile leggerla solo su Grandangolo – il giornale di Agrigento – nelle pagine 1 e 3.

Ancora mafia: Di Gati rivela i nomi degli assassini (presunti) del piccolo Stefano Pompeo, ucciso mentre si trovava a bordo di un fuoristrada nelle campagne di Favara e Villaggio Mosè. E rivela come la morte del piccolo sia stata provocata da un errore. La mafia per riparare aveva deciso di uccidere quanti avevano causato la morte del ragazzino.

Omicidio Guazzelli: anche Di Gati ha avuto un ruolo. Rubò il furgone usato per l’agguato.

Mafia del Belice: sempre Di Gati racconta dei contrasti tra vecchi e nuovi capi. Uno su tutti ebbe grande evidenza quello tra Giovanni Derelitto e il prof. Maniscalco poi arrestato nell’operazione “Cupola”.

Grande spazio viene dedicato alla politica:  Grandangolo traccia una radiografia molto accurata del movimento creato da Marco Zambuto e denominato Patto per il territorio.  Vengono svelati strategie e nomi degli aderanti al movimento. E pubblica nomi e cognomi di quanti hanno deciso, in tutta la provincia, di aderire al “Patto”. Ed ancora: una voce, anzi qualcosa di più, dà per imminente l’abbandono dall’Udc di Totò Cuffaro. Andrà alla nuova Dc?

L’intervistona è dedicata al nuovo prefetto di Agrigento, Francesca Ferrandino che con una frase stracarica di piacevoli significati, riassume il suo stato d’animo: “La mia città adesso è Agrigento”.