BRACCONAGGIO. Nell’Agrigentino uccisi o feriti anche uccelli di specie protetta

Con l’apertura della caccia cominciano ad arrivare a decine all’ospedale degli animali gli uccelli di specie protetta feriti a colpi di fucile da bracconieri incalliti.

Dopo un’estate durante la quale si sono dedicati a curare le “Caretta caretta” ferite dalle imbarcazioni al largo delle coste agrigentine e poi rimesse in mare sane e salve, il veterinario Calogero Lentini e il biologo Davide Lentini, del Centro di recupero tartarughe marine e fauna selvatica di Cattolica Eraclea gestito dal Cts, ricominciano con l’apertura della stagione venatoria a prendersi cura di aquile, falchi, pernici e coturnici. Sono solo alcuni dei volatili di specie protetta perché in via d’estinzione che comunque vengono colpiti dai bracconieri.

In molti muoiono, altri riescono a sopravvivere grazie a qualche volenteroso che le porta all’ospedale degli animali di Cattolica, struttura d’eccellenza nella Sicilia occidentale. Ieri è entrato in sala operatoria un falco ritrovato da un agricoltore a Racalmuto, per fortuna è riuscito a sopravvivere, ma non potrà più volare perchè il veterinario Lentini è stato costretto ad amputargli un’ala distrutta dai colpi di fucile. Il centro è operativo tutto l’anno e si avvale di uno staff costituito da veterinari, biologi e volontari che collaborano anche con le varie attività di ricerca e informazione. Nella foto Calogero e Davide Lentini operano il falco ferito.