LEGALITA’. Canicattì, riparte la vendemmia antimafia nelle terre confiscate ai boss

Si sono messi subito al lavoro per “sporcarsi le mani”, come dice don Luigi Ciotti, nei terreni confiscati alle famiglie mafiose locali. Terreni oggi diventati “cosa nostra”, sempre secondo il prete-coraggio, ma liberi dalla mafia perché gestiti e fatti produrre dalla cooperativa “Lavoro & non solo”.

Sono i 24 volontari dell’Arci e di Banca Etica riuniti nel progetto “LiberArci dalle spine” che per due settimane realizzeranno la vendemmia antimafia nei terreni di contrada Graziano-Di Giovanna feudo un tempo della famiglia mafiosa dei Guarneri. Il gruppo di volontari provenienti da Toscana Lombardia Emilia e Veneto, però quest’anno si sono arricchiti di due volontari locali e soprattutto dei ragazzi de “Il Doccio” una comunità di Bientina in Toscana per il recupero dei tossicodipendenti.

A guidarli è Suor Nadia delle “Adoratrici del sangue di Cristo” al suo quinto anno di esperienza in Sicilia. “Per i ragazzi si tratta di una scelta personale che li fa crescere e maturare sotto più aspetti. Li riscatta anche soprattutto perché loro sono state le prime vittime di mafia che gli vendeva la droga”. A fare gli onori di casa è Calogero Parisi, presidente di “Lavoro & non solo” che fresco d’intimidazione mafiosa non retrocede di un passo ed avvalora che “iniziative del genere creano risorse pulite ed occupazione sana.

L’utilizzo di questi beni va incoraggiato altro che metterli all’asta per venderli”. Ad accompagnare i volontari c’è anche Franco Ancona operatore sociale di Canicattì ormai trapiantato a Pontedera.

“Non ho trovato grossi cambiamenti. La novità maggiore forse è l’esperienza di questi giovani che dovrebbero aumentare per cambiare in meglio la nostra bella Sicilia”. Giulia Guadagni, giovanissima milanese di 20 anni iscritta in Filosofia, è più ottimista: “Iniziative di questo genere fanno crescere chi vi partecipa ed anche la comunità in cui si realizza”. Sulla scorta di questa convinzione c’è Luca Tirella, funzionario dell’Agenzia delle Entrate di Milano, già alla sua terza esperienza consecutiva che invita a ”non parlare solo di mafia quanto del contributo di questi volontari e dei benefici effetti che derivano dal loro lavoro”. Ieri sera intanto il nutrito gruppo è stato ufficialmente ricevuto dall’amministrazione comunale con una manifestazione al Teatro Sociale.

Enzo Gallo – Da: Giornale di Sicilia