TANGENTI E COCAINA. Il sindaco Petrotto: Mi volevono arrestare perchè ho difeso l’acqua pubblica

Il sindaco di Racalmuto, Salvatore Petrotto, commenta a caldo su Facebook il suo coinvolgimento, in qualità di indagato per concussione nell’operazione antidroga “Sorgente” sfociata in 19 arresti e che avrebbe messo in luce episodi di corruzione e concussione.

Ecco il commento pubblicato su Facebook da Petrotto: “E’ chiaro che si paga sempre un prezzo e nel mio caso salatissimo, per le battaglie che si conducono contro la privatizzazione dell’acqua.

E’ il mio caso specifico e di chi ha contrastato,  in tutte le sedi giudiziarie, coloro i quali hanno avuto in gestione per 30 anni il sevizio idrico integrato in provincia di Agrigento.

Chi tocca i fili, rischia sempre di morire!

L’avere osteggiato politicamente chi attualmente gestisce il ciclo delle acque nell’agrigentino, comporta anche questo, delle chiare calunnie per le quali ho dato mandato al mio legale,  per  tutelarmi in tutte le sedi.

Sono amareggiato e sconfortato nel continuare a subire l’onta e l’umiliazione del continuo rovesciamento di inoppugnabili verità.

Chi si batte per la collettività, chi difende gli interessi dei più deboli, purtroppo rischia di diventare bersaglio del primo potente di turno.

Sono fiducioso che l’accertamento della verità, come mi è capitato già in passato, possa fare giustizia di alcune errate  e false segnalazioni  di chi ha il solo ed esclusivo intento di difendere i suoi ingenti interessi, alla luce anche delle recenti norme in materia di pubblicizzazione dell’acqua.

E chi è stato condannato a risarcire alla collettività, qualche milione di euro, tenta una disperata difesa, offendendo e cercando di salvare il salvabile.

Infatti l’attuale gestore, in provincia di Agrigento, a breve,  dovrà, quasi sicuramente,  mollare questo prezioso servizio, per  via dell’entrata in vigore della nuova legge che sancisce il sacrosanto principio che l’acqua è un bene pubblico ed è un diritto di ogni cittadino, quello di averne la disponibilità così come l’aria che respiriamo.

Se dovevo essere arrestato per avere difeso questi principi e questi valori,   subendo le calunnie di qualcuno, ebbene sono fiero di aver condotto questa battaglia che,  in provincia di Agrigento,  è stata sostenuta da migliaia di persone e che a qualcuno è costata qualche milione di risarcimento destinato alla collettività.

Questa è la verità! E per queste ragioni sono stato ignominiosamente tirato in ballo.

Capisco che è difficile farsi sentire, quando vige uno strapotere che anche in mezzo all’acqua ha inteso mettere salde radici. Con grande gratitudine e fiducia nella Giustizia”.

Petrotto ha poi aggiunto: “La verità, come risulta dalle intercettazioni (per fortuna che ci sono delle intercettazioni) è che l’Amministratore di Girgenti Acque ha posto in essere un tentativo di corruzione e calunnia, ai miei danni, come sostenuto dal Giudice per le Indagini Preliminari.

L’esatto contrario di quanto sostenuto dal Giuffrida, amministratore di Girgenti Acque che ho denunciato per istigazione alla corruzione e calunnia”.