INCHIESTA SORGENTE. Il sindaco Petrotto si difende e accusa Giuffrida di Girgenti Acque

Il sindaco di Racalmuto, Salvatore Petrotto, si difende dall’accusa di concussione mossa nei suoi confronti nell’ambito dell’inchiesta “Sorgente” e attacca Giuseppe Giuffrida, presidente del Cda di “Girgenti acque” che con una sua denuncia alla polizia accusa Petrotto di avergli chiesto tangenti. Ecco il comunicato di Petrotto.

Non sapevo che difendere gli interessi di un Comune, di un pubblico consorzio, della collettività che rappresento, insomma, in provincia di Agrigento,  è così pericoloso.

Se qualcuno evidenzia che una società per la gestione dei servizi idrici, non ha la capacità economica per gestire tutti i Comuni della provincia perché rischia la dichiarazione di  fallimento, per via degli otre 20 milioni di euro di debiti .

E’ condannata a versare oltre 15 milioni di euro  ad alcuni enti pubblici  e società private e non ha i capitali per far fronte a questa gravissima situazione debitoria.

L’amministratore delegato di questa società che fa? Se la prende con chi gli ha causato  questo danno e tenta, disperatamente,  di corromperlo.

Le conclusioni a cui perviene  il  giudice per le Indagini Preliminari, contrariamente a quanto riportato da alcuni giornali,  quali (La Repubblica e La Sicilia), sono di non doversi procedere a carico di chi, come me,  ha preso le distanze dalle proposte di corruzione dell’Amministratore delegato di Girgenti Acque, il geometra Giuffrida.

Il Giudice, infatti, ha riscontrato che non erano per nulla pretestuose, anzi pienamente  legittime e fondate le cause intentate contro Girgenti Acque e quindi il suo amministratore, il geometra Giuffrida, visto che lo stesso già ha dovuto accordarsi con i suoi creditori,  per pagare gli otre 20 milioni di euro di debiti che gravano sulla sua società. 

Piuttosto è sempre il nostro Giuffrida che va perseguito penalmente,  per tentata corruzione e calunnia, ed è ciò che ho denunciato.

Quante cose fa fare la disperazione!

Un uomo a capo di una società, il geometra Giuffrida che tenta di infangare tutto e tutti nel tentativo di ritornare in possesso degli oltre due milioni di euro già versati al Consorzio Tre Sorgenti, a seguito della decisione del Giudice Fallimentare,  calunnia chi correttamente e legalmente lo aveva perseguito, in tutte le sedi, penali e civili ed amministrative.

L’ennesimo tentativo di utilizzare impropriamente l’arma della denuncia calunniosa,  per far fronte ad una situazione debitoria disperata.

Si tratta, nel caso di Girgenti Acque,  di una società che con la privatizzazione dell’acqua  è riuscita ad ottenere la stipula di un contratto per la gestione dei servizi idrici integrati in tutta la provincia di Agrigento, per trent’anni,  senza avere le necessarie capacità economiche, rischiando di fallire da un momento all’altro,  se non trova quei venti milioni di euro che deve pagare ad enti pubblici e privati.

Col rischio poi di dover rinunciare alla gestione, per via della nuova legge che impone il ritorno alla gestione pubblica.

Così, il Giuffrida e company, disperati e sull’orlo del collasso economico, consci di avere fatto un cattivo affare, tentano di difendersi calunniando me e chi come me ha  osteggiato in tutte le sedi, Procure, Tribunali Penali, TAR, CGA, Giudici fallimentari,  gestioni private dell’acqua pubblica così approssimative e fallimentari.

Sempre a proposito di ATO, mi riferisco all’ATO Rifiuti, può capitare che qualcuno mi denunci per avervi comunicato, a voi ed ad altri organi,  che è stata accordata una proroga, senza gara,  del mega-appalto dei servizi,  per oltre due anni, per la gestione dei rifiuti in 19 comuni, compresa la città capoluogo, Agrigento.

L’esoso costo per la collettività,  è di oltre duecento milioni di euro. Se mi denunciano per aver detto queste cose voi a chi date credito? Vi prego, in particolare il giornale La Repubblica ed il Giornale di Sicilia, di consentirmi il diritto di replica, pubblicando il presente comunicato. Grazie.

Salvatore Petrotto

Sindaco di Racalmuto