DROGA E ARMI. Retata dei carabinieri a Raffadali

Nuova retata antidroga nell’Agrigentino, duro colpo allo spaccio di Raffadali. I carabinieri del comando provinciale di Agrigento hanno eseguito 11 ordinanze di custodia cautelare, nei confronti di altrettante persone accusate di spaccio di sostanze stupefacenti. Alcuni degli arrestati dovranno rispondere pure di possesso illecito di armi. I provvedimenti di arresto sono stati firmati dal gip del Tribunale di Agrigento, Stefano Zambuto e sono stati eseguiti a Raffadali (5), Catania (3); Agrigento (1); Foggia (1) e Reggio Calabria (1).

Le indagini condotte dai militari della stazione di Raffadali e coordinate dalla Procura della Repubblica di Agrigento, hanno consentito di assestare un duro colpo al mercato dello spaccio di Raffadali. L’attività è nata da alcuni dati info-investigativi acquisiti dai carabinieri nel corso di controlli su alcuni soggetti nel territorio di Raffadali. Determinanti ai fini dell’inchiesta si sono rivelati le intercettazioni ambientali e telefoniche. Lavoro investigativo eseguito anche con appostamenti e pedinamenti ed opportuni riscontri, con diverse decine di episodi di spaccio di droga. I carabinieri hanno accertato un vasto giro di affari. Nel corso dell’operazione sarebbero state sequestrate alcune quantità di droga e  armi. Impegnati complessivamente nel blitz 70 carabinieri della compagnia di Agrigento, diretti dal capitano Giuseppe Asti, che si sono avvalsi dell’ausilio di un’unità cinofila.

Eseguite diverse perquisizioni domiciliari e veicolari nei confronti degli indagati. Perquisizioni che hanno riguardato, oltre alle abitazioni di residenza, anche magazzini e altre costruzioni in uso alle persone indagate. Le indagini, durate circa un anno e coordinate dal procuratore capo, Renato Di Natale e dall’aggiunto Ignazio Fonzo, hanno accertato che le sostanze stupefacenti, cocaina ed hashish provenivano da canali di approvvigionamento di Catania e Palermo. Droga che veniva trasportata con le autovetture di proprietà degli arrestati o con pullman di linea. Una volta arrivata nell’Agrigentino la droga veniva spacciata soprattutto a Raffadali dove è stato operato il maggior numero di arresti. Gli atri catturati sono di Agrigento e Catania, sede dell’approvvigionamento.  Il blitz a Raffadali segue a ruota l’operazione “Mini One” e da questa inchiesta è nata l’indagine odierna.