AMBIENTE E RIFIUTI. No alla maxi discarica tra Montallegro e Siculiana, scende in campo il ministro Prestigiacomo

Giunge da Montallegro l’ennesimo forte “no” all’ampliamento della discarica di contrada Matarana gestita dal gruppo Catanzaro.

Grande partecipazione di cittadini arrabbiati e amministratori al consiglio comunale straordinario di Montallegro convocato dal presidente Andrea Iatì su richiesta di tutti i consiglieri comunali e del sindaco Giuseppe Manzone che nei prossimi giorni si incontrerà a Roma con il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo che, come nel caso dell’impianto industriale per smaltimento rifiuti nella Valle del Dittaino in provincia di Enna, si starebbe occupando personalmente della discarica tra Siculiana e Montallegro.

Nelle prossime ore sarà riconvocata dal presidente Giuseppe Arcuri anche l’assemblea dell’Unione dei Comuni di Cattolica, Montallegro, Siculiana e Realmonte che cercherà di far interessare al “caso maxi discarica” anche la deputazione agrigentina regionale e nazionale e le associazioni ambientaliste.

Si chiederà al governo regionale la revoca della concessione in autotutela e di avviare un’indagine conoscitiva, come ha già fatto il deputato regionale Giacomo Di Benedetto con una interrogazione agli assessori regionali all’Industria e all’Energia  e al Territorio e all’Ambiente.

“Abbiamo sempre mantenuto un comportamento coerente e lineare nel dire no alla mega discarica e abbiamo superato tutte le divisioni di appartenenza politica a difesa della nostra salute – ha detto il sindaco Giuseppe Manzone -.

Purtroppo, malgrado il nostro no come Amministrazione e Consiglio comunale nel 2009, la quarta vasca è stata autorizzata prevedendo per il nostro territorio oltre tre milioni di metri cubi di rifiuti sui sette previsti complessivamente in tutte le discariche della Sicilia.

Ma non è detta l’ultima parola – ha detto il sindaco – ci batteremo con tutti i modi previsti dalla legge, abbiamo già presentato un ricorso-denuncia al presidente Lombardo, per fermare l’ampliamento a dismisura di questa discarica che sta notevolmente riducendo la qualità della nostra vita e mettendo a rischio la nostra incolumità.

E non possiamo accettare, ritenendoli metodi ‘terroristici’, chi dice – ha aggiunto Manzone riferendosi a un’intervista rilasciata a Repubblica da Giuseppe Catanzaro, numero due di Confindustria in Sicilia e patron dell’immondezzaio all’avanguardia di Matarana – che ‘chi non vuole l’ampliamento della discarica ha altri interessi’.

L’unico nostro interesse – ha sottolineato con fermezza il sindaco – è la difesa del nostro territorio mentre quello di altri  è di fare affari a discapito della salute dei cittadini”.

Pieno sostegno al sindaco Manzone è subito arrivato da parte dei sindaci di Realmonte, Piero Puccio, e di Cattolica Eraclea, Cosimo Piro, e, con qualche distinguo, da parte del vice sindaco di Siculiana Giuseppe Zambito. Presenti all’incontro anche i membri del comitato cittadino di Cattolica Eraclea che avvieranno iniziative contro la discarica, ha detto Italo Taormina.

Cittadini, rappresentanti istituzionali e politici temono i rischi per l’incolumità pubblica, i cattivi odori, le strade rese scivolose dal percolato che scola dalle centinaia di camion che tutti i giorni arrivano da mezza Sicilia.

La discarica di contrada Matarana è un immondezzaio all’avanguardia certificato dalla conferenza Stato-Regione ufficialmente selezionato per accogliere la maggiore quantità di rifiuti in Sicilia.

Oltre 3 milioni di metri cubi di rifiuti, si andrebbe verso i 4 milioni. Una quantità di monnezza che appare spropositata rispetto a quella prevista per tutte le altre discariche siciliane nel Piano regionale rifiuti comunque già bocciato da Bertolaso.

Ma i rifiuti tra Montallegro e Siculiana arriveranno lo stesso, la discarica Matarana opera in regime di emergenza, potrebbero arrivare rifiuti anche da Napoli come già è avvenuto altre volte tra le proteste rimaste inascoltate. Non è stato stabilito un termine per dire stop ai rifiuti nella discarica Matarana.

“Dopo la seconda, la terza e la quarta vasca potrebbero arrivare la quinta, la sesta e via dicendo”, ha detto con amarezza il sindaco Manzone.

“Non possiamo permettere – ha ribadito il presidente Andrea Iatì – che Montallegro diventi la pattumiera della Sicilia, dalla proposta del piano rifiuti regionale risulta che su 7 milioni di metri cubi di rifiuti da ammassare ben 3 arriverebbero nella discarica di Siculiana e Montallegro, sforando tutti i parametri previsti dalla legge.

Se sarà il caso organizzeremo una grande manifestazione di massa anche davanti alla discarica per sensibilizzare il governo regionale”.

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