PD AGRIGENTO. Altro che unità, è scontro all’ultimo sangue in vista del congresso

Non c’è pace nel Pd Agrigentino. Arnone, il più agguerrito, lo ha definito lo “scontro finale”.

L’avvocato ambientalista e consigliere comunale di Agrigento è andato a Piacenza per chiedere a Bersani di “fare pulizia nel Pd agrigentino”. Ha illustrato i ricorsi per chiedere l’annullamento del tesseramento 2009 e 2010 del Pd e del congresso.

Arnone ha dichiarato: “Ormai lo scandalo del congresso truccato ha valicato i confini dell’isola di Sicilia e già Bersani è al corrente dell’intera vicenda. Mentre adesso è tempo che Cusumano, Adragna e Panepinto assumano un’iniziativa unitaria per far bloccare il congresso di Agrigento”.

“Quella di Arnone è la provocazione di un signore espulso dal partito perché ha violato gravemente le regole del Pd”. E’ il commento del coordinatore della segreteria nazionale del Partito democratico, Maurizio Migliavacca, sul “metodo Arnone” che parla nei suoi manifesti di “malaffare siculo”. “Questa ricerca di pubblicità non ha ragione nè motivo di essere – prosegue Migliavacca – perché il Pd è da sempre attento ai temi della legalità e della lotta alla mafia”.

Il coordinatore della segreteria nazionale del Pd ha aggiunto: “Dice fandonie, il Pd di Agrigento non ha niente a che fare con la mafia”, aggiungendo: “Non bere queste balle, perché se faceste ricerca scoprireste che questo signore è stato indagato per aver avuto problemi con la mafia”.

Arnone ha  replicato ricordando che l’indagine a suo carico per concorso esterno in associazione mafiosa è stata poi archiviata.