CAMPOBELLO DI LICATA. In Consiglio nuova convenzione rifiuti, intervento del Pd

“I Consiglieri comunali sono stati costretti ad affrontare con urgenza la proposta di approvazione della convenzione tipo per la gestione del servizio integrato dei rifiuti, vista la chiusura della discarica di Siculiana per il Comune di Campobello di Licata, problema che non nasce oggi ma si è ripetuto più volte nel corso di questi mesi”. Lo scrivono in una nota i Consiglieri comunali del PD di Campobello di Licata Giuseppe Sferrazza e Giovanni Picone.

“Tale convenzione – si legge nel comunicato dei consiglieri democratici – disciplina il servizio a partire dal 1° gennaio 2010 ma arriva in fretta e furia in Consiglio solo nel mese di novembre, non consentendo ai Consiglieri un adeguato approfondimento.

La convenzione, che contiene alcuni elementi positivi, non sarà pienamente operativa poiché rimarrà sospesa in molti dei suoi aspetti per le osservazioni fatte dalla Dedalo ed inoltre avrà vita breve perché nei prossimi mesi la Dedalo Ambiente SpA, ai sensi della legge regionale 9/2010, cesserà la sua gestione, per il passaggio al nuovo Ambito Territoriale Ottimale provinciale, e dunque sarà necessario un nuovo contratto.

Tra i punti deboli della Convezione spicca su tutti il mancato impegno al raggiungimento della raccolta differenziata nelle percentuali stabiliti dalla legge, c’è solo un generico riferimento all’incremento della raccolta differenziata per il raggiungimento degli obiettivi previsti dalla normativa vigente, stesse parole riprese dal vecchio contratto ed obiettivi mai raggiunti.

Per tali motivi il gruppo consiliare del PD si è astenuto. Ma c’è di più. I Consiglieri comunali del PD ritengono che il vecchio contratto di servizi stipulato nel 2005, ancorché inapplicabile in alcune parti e soggetto a diversi contenziosi, e le nome nel frattempo approvate in tema di rifiuti già consentivano al Comune di trasferire somme a titolo di acconto alla Dedalo anche per far fronte alle continue emergenze in materia di rifiuti. Già con un autorevole parere pro veritate reso nel mese di maggio del 2009 un avvocato aveva ad esempio dichiarato che il Comune poteva, in presenza del contratto di servizio del 2005 e del contenzioso in atto, versare alla Dedalo la TARSU riscossa. Al momento, ad esempio, il Comune ha riscosso la TARSU 2005 e 2006 che complessivamente ammonta ad un milione di euro.

Ed inoltre la legge regionale 19/2005 pone l’obbligo ai Comuni di intervenire finanziariamente – concludono – al fine di assicurare l’integrale copertura delle spese della gestione integrata dei rifiuti sussidiariamente alla propria società d’ambito. Quindi a nostro giudizio l’Amministrazione comunale poteva già trasferire alcune somme alla Dedalo, non è stato fatto e di questo ne portano la responsabilità”.