RIBERA. Scontro di inaudita asprezza tra Comune e Chiesa

Comunicato stampa di Sinistra Ecologia e Libertà di Ribera.

La causa del contendere fra Comune e Chiesa, lo afferma in una nota il segretario di Sinistra Ecologia Libertà Angelo Renda, è il famoso palazzo posto in Corso Umberto n. 59 , che domina la piazza principale di Ribera, ricco di storia e di pregio architettonico. Amministrazione comunale e Clero di Ribera saranno  davanti al Giudice giorno 29 Novembre 2010 presso il Tribunale di Sciacca – Sezione contenzioso Civile – a fronteggiarsi tramite principi del foro agrigentino. Nessuno si sarebbe sognato che il pregevole ed enorme edificio, occupato dal Clero locale, sarebbe stato rivendicato, come legittimo proprietario, dal Comune di Ribera. A sostenerlo  da tempo con caparbietà e ostinazione, si legge nel documento, è Angelo Renda, attuale Segretario cittadino di SEL. Il dirigente politico ne è stato sempre fortemente convinto anche se gli amministratori che si sono succeduti non hanno mai espresso la necessaria “forza morale e politica” ad agire. A più riprese, dunque, interessava del fatto con osservazioni inconfutabili, rilievi indiscutibili e considerazioni inoppugnabili, ora l’Assessorato Regionali degli Enti locali ora la Procura generale della Corte dei Conti  ora mettendo alle strette la stessa Pubblica Amministrazione Crispina.  Infatti Antonino Scaturro, già sindaco di Ribera, con ingiunzione n° 10475 datata 30/06/2008 e con ingiunzione n° 16883 datata 22/10/2008 intimava rispettivamente il Sac. Pasquale Barone e il Vescovo di Agrigento Francesco Montenegro a restituire entro 30 giorni il fabbricato. Decorso infruttuosamente tale termine si sarebbero adite le vie legali. Si deve, quindi, al dirigente politico di SEL se grazie ad una sua ricerca infaticabile, certosina ed instancabile, si sia potuto accertare, mediante atti amministrativi certi ed incontestabili del fatto che la Chiesa si sia appropriata illegittimamente del prezioso ed ingente patrimonio immobiliare. Dal Comune alla Chiesa non c’è mai stato un trasferimento di proprietà alcuna dell’immobile. Solo un semplice utilizzo in Concessione mediante Provvedimento Amministrativo. Il Comune non ha mai regalato, non ha mai trasferito la proprietà alla Chiesa. Probabilmente è stato commesso un grave reato, un falso, un illecito, un abuso quando in data 9 dicembre 1959 la Chiesa registrava una donazione del medesimo immobile, presso il notaio Stalteri di Ribera, in favore delle stesse Suore Francescane e sempre con finalità pedagogiche.

 La città di Ribera oramai è a conoscenza della narrazione dei fatti.

In data 12 maggio 1945, l’edificio, già pretura nel ventennio del Fascio, di proprietà del Comune di Ribera, con deliberazione n° 40, la Giunta Municipale dell’epoca, decise a maggioranza di voti, di assegnare e concedere gratuitamente i locali comunali (senza alcun onere locativo n.d.s.) del Corso Umberto 1° n. 59 all’Arciprete di Ribera Pietro CASTELLINI, con la clausola di adibirli solo ed esclusivamente a finalità pedagogiche, a Scuole con Asilo Infantile gestite dalle Suore Francescane.

Sette anni dopo, il nuovo arciprete  Vincenzo BIRRITTERI chiedeva al Comune di Ribera il rinnovo a suo nome della concessione dell’edificio. A ciò si provvedeva con deliberazione n. 62 del 12 maggio 1952, ribadendo la finalità pedagogica della concessione stessa, quale scuola con asilo infantile gestite dalle Suore Francescane. Il Birritteri, però, non autorizzato dal Comune di Ribera, non avendo la titolarità dell’immobile, in data 9 dicembre 1959 registrava una donazione del medesimo immobile, presso il notaio Stalteri di Ribera, in favore delle stesse suore e sempre con finalità pedagogiche.

In data 3/12/1998 Maria Teresa Malgrati in religione Madre M. Roberta , superiora Generale dell’ Istituto sopra descritto autorizzava Agnese Capelli rappresentante legale del medesimo Istituto a compiere la seguente operazione: – “Dichiarare di aver volontariamente ritirato le suore da Ribera e di lasciare libero l’immobile”.

In data 14/01/1999 presso il notaio Borsellino in Ribera, il Sac. Pasquale BARONE si registrava la proprietà sottoscrivendo un “verbale di accertamento di avveramento di condizione risolutiva quale clausola apposta dal Comune di Ribera alla concessione del fabbricato”.

La comunità riberese mai si era vista essere spaccata in due, chi di parte laica, chi di parte religiosa. Un fatto è certo: il 29 Novembre 2010 il Comune e la Chiesa di Ribera si fronteggeranno con vigore mai visto presso il Tribunale di Sciacca.

Certamente, chiude la nota di Angelo Renda, gli avvenimenti evidenziano una delle pagine più oscure della Chiesa di Ribera, che delude i più nobili e dignitosi sentimenti religiosi e francescani dell’esaltazione della povertà.

 

Segreteria SEL Ribera