FAVARA. Marcia antimafia, Brandara: occasione di riscatto contro l’indifferenza

Un momento di riscatto per richiamare le istituzioni locali a fare il loro dovere fino in fondo.

Nel confermare la nostra partecipazione convinta alla marcia contro la mafia che si svolgerà il prossimo 26 novembre a Favara, voglio augurarmi che l’opportuna iniziativa costituisca un momento di riscatto per una comunità che si vede coinvolta a livello nazionale in vicende che la presentano come  protagonista di episodi di mafia e criminalità.

Un momento di riscatto per ribadire che la stragrande maggioranza dei favaresi è estranea alle logiche del malaffare e che siamo in presenza di una popolazione onesta e laboriosa, che intende alimentare quotidianamente la speranza del cambiamento respingendo la illegalità in ogni sua forma e rinnegando quei comportamenti omissivi che costituiscono terreno fertile per la cultura intimidatrice e pervasiva della mafia.

Un momento di riscatto per dire a voce alta che la mafia non è affatto invincibile e come diceva Falcone “è un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio e avrà anche una fine. Piuttosto bisogna rendersi conto che è un fenomeno terribilmente serio e molto grave e che si può vincere non pretendendo l’eroismo da inerti cittadini ma impegnando in questa battaglia tutte le forze migliori delle istituzioni”.

Un momento di riscatto per sconfiggere l’indifferenza e l’atteggiamento distaccato di chi ritiene di delegare esclusivamente alle forze dell’ordine e alla magistratura il compito di contrastare la microcriminalità come la criminalità organizzata.

Un momento di riscatto per richiamare le istituzioni locali a fare il loro dovere fino in fondo per arginare i tentativi di penetrazione degli interessi mafiosi all’interno delle scelte che riguardano la gestione del bene comune.

Un momento di riscatto per la politica che deve riappropriarsi di quel ruolo pedagogico che sembra avere trascurato da quando il confronto si è spostato su un piano non più ideologico ed inclinato verso una deriva valoriale.

Un momento di riscatto da dedicare soprattutto alle giovani generazioni che vanno aiutate ad uscire dalla inaccettabile alternativa di migrare verso lidi migliori o di accettare compromessi più o meno turpi per garantirsi un reddito nella loro terra d’origine.

Un momento di riscatto per tutti che ci faccia ritrovare l’orgoglio di competere con gli altri territori portando avanti un progetto di rilancio morale, culturale ed economico.

Maria Grazia Brandara

Presidente Consorzio Agrigentino legalità e Sviluppo