SCUOLA. I Giovani democratici agrigentini contro la riforma Gelmini

In linea con la comunità delle scuole e degli atenei italiani, i quali con varie forme di protesta stanno opponendosi all’approvazione del DDL Gelmini, i Giovani Democratici di Agrigento saranno presenti martedì 30 novembre a Porta di Ponte, dalle ore 17.00 alle 20.00, per esprimere il loro dissenso nei confronti della riforma organizzata da un governo in frammenti, il cui scopo è quello di poter giustificare la chiusura della Finanziaria.

In quell’occasione i Giovani Democratici informeranno la cittadinanza, tramite la distribuzione di volantini, intorno alle devastazioni che essa apporterà al sapere italiano, proponendo principi di una nuova e più sensata riforma scolastica. Nello specifico, ecco alcuni punti di criticità del DDL. Con la legge Gelmini, avverranno dei tagli indiscriminati di insegnati, personale scolastico e ore di insegnamento; ci saranno meno materie, meno corsi di laurea e meno ricercatori. Migliaia di istituti scolastici e universitari, come il Polo di Agrigento, saranno a rischio soppressione.

Con il turnover del 20%, inoltre, saranno letteralmente cacciati via i precari più giovani, sarà inserito il vetusto maestro unico alle elementari e verranno ridotti gli insegnanti per i bambini diversamente abili. Con l’eliminazione dei finanziamenti del governo, avremo dunque un aumento smisurato delle tasse, una diminuzione dei servizi più essenziali e le università diventeranno luoghi di elite. In sintesi scomparirà il sapere, poiché i bilanci delle università, che saranno tutte al dissesto finanziario, non potranno garantire l’attività didattica e il normale funzionamento; e, di conseguenza, le università, per salvare se stesse, potranno vendersi a delle fondazioni private, ovvero potranno essere comprate dalle aziende.

Il timore è che con questa azione scomparirà la democrazia negli atenei e, di fatto, scomparirà il diritto allo studio, così come era stato ragionevolmente assicurato dai nostri padri costituenti negli articoli 33 e 34. I Giovani Democratici, che criticano la scelta della manovra Finanziaria che taglierà del 90% i contributi al diritto allo studio, propongono, di contro a questa pessima situazione, di voler difendere il sapere libero -e non per pochi-, perché è soltanto mediante esso che sarà possibile costruire un futuro per l’Italia.