CATTOLICA. Nuovi beni confiscati alla mafia consegnati al Comune e destinati all’Avis e al Cif

Nuovi beni confiscati alla mafia sono stati consegnati ufficialmente dall’Agenzia del Demanio al Comune di Cattolica Eraclea, ma ancora non si capisce se saranno utilizzati.

Si tratta di due case di 140 metri quadrati circa e di alcuni appezzamenti di terreno in via Cianciana che erano di proprietà del presunto boss Domenico Terrasi, già condannato nel maxi processo “Akragas” e adesso a giudizio per l’inchiesta “Minoa”. L’Amministrazione comunale ha già preso gli immobili in consegna per destinarli alle associazioni locali che ne hanno fatto richiesta, come l’Avis (associazione donatori del sangue) e il Cif (Centro italiano femminile) che però sembrano intenzionate a rinunciare per vari motivi. Ancora non ci sono dichiarazioni ufficiali, “la situazione è delicata”.

Intanto è già stato svolto il primo sopralluogo dei tecnici con i funzionari del Demanio: “Per motivi tecnico-burocratici la comunicazione ufficiale alle associazioni sulla consegna degli immobili confiscati  a loro destinati sarà inviata dal Comune nei prossimi giorni”, ha spiegato il sindaco Cosimo Piro. All’Avis – che già l’anno scorso aveva rinunciato all’immobile confiscato in via Enna perché ritenuto inidoneo per le esigenze dell’associazione –  i locali potrebbero non servire più visto che è stata già realizzata e inaugurata la nuova sede. E’ dunque quasi certa la rinuncia all’immobile da parte dell’Avis e in questo caso, ha detto il sindaco, “assegneremo i locali ai volontari delle Giubbe d’Italia che ne hanno fatto richiesta”.

E anche per il Cif, che si occupa di servizi sociali soprattutto per i portatori di handicap, e che ha già riunito il consiglio direttivo per valutare la situazione, i locali di via Cianciana sarebbero inadeguati perché si trovano all’estrema periferia del paese in una strada internata, ma soprattutto perché l’immobile andrebbe riqualificato e occorrerebbero risorse di cui non dispone l’associazione che per questo sembra intenzionata a rinunciare. Dunque chi rinuncia ai beni confiscati nonostante la necessità di un locale non lo fa per paura della mafia, ma perché i locali sono ritenuti non proprio ottimali per lo svolgimento delle attività e richiedono interventi di riqualificazione costosi per cui non si dispongono le risorse. 

A Cattolica Eraclea sono in tutto 16 i beni confiscati in parte già assegnati a altri da assegnare. In via Enna l’appartamento di Domenico Terrasi diventerà ufficio del Giudice di pace, i lavori partiranno presto mentre altri progetti di riqualificazione degli immobili sono già stati presentati sia dal Comune che dall’Arma dei Carabinieri, come quello per la realizzazione di una foresteria per militari, in un immobile confiscato in via Ecce Homo, in ricordo del maresciallo Giuliano Guazzelli ucciso dalla mafia.