MAFIA. Operazione Minoa, tornano in carcere Amodeo e Manno

Agenti della Dia di Agrigento, guidati dal capitano Antonino Caldarella, hanno arrestato oggi a Cattolica Eraclea Andrea Amodeo, 46 anni, ristoratore, e Francesco Manno, 47 anni, impiegato comunale, rispettivamente genero e nipote del boss Domenico Terrasi, entrambi colpiti da ordinanza di applicazione di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip di Palermo.

Il provvedimento restrittivo segue la condanna ad 8 anni per associazione mafiosa inflitta ad entrambi gli arrestati nell’ambito del processo abbreviato scaturito dall’inchiesta antimafia “Minoa”. I due imputati, dopo il primo arresto, erano statii scarcerati dal Tribunale delle libertà di Palermo.

Severe condann sono state inflitte nei giorni scorsi dal Gup del Tribunale di Palermo, Mario Conte, per quattro dei cinque imputati nel processo abbreviato  scaturito dall’operazione della Dia sfociata all’alba del 27 novembre  dell’anno scorso nell’arresto di otto persone tutte ritenute appartenenti alla mafia di Cattolica Eraclea e Montallegro e accusate di aver costituito il riferimento territoriale per l’allora capo di Cosa nostra agrigentina, Giuseppe Falsone, arrestato nel giugno scorso a Marsiglia dopo 14 anni di latitanza.

Un solo assolto per non avere commesso il fatto: Marco Vinti, imprenditore di Ribera. Queste le condanne: per Domenico Terrasi 18 anni di carcere (reato riconosciuto  in continuazione con la condanna avuta nel processo Akragas); 12 per Damiano Marrella, 8 anni per Andrea Amoddeo, genero di Terrasi e 8 anni per Francesco Manno, nipote del boss.

La sentenza ha condannato gli imputati anche al risarcimento delle tre parti civili costituite in giudizio per i danni all’immagine, ovvero il Comune di Cattolica Eraclea, la Provincia di Agrigento e la Regione Sicilia, quantificato in ventimila euro per ogni ente costituito in giudizio.

Per Giuseppe Terrasi, Paolo Miccichè e Gaspare Tutino si procede con il rito ordinario, il dibattimento dovrebbe aprirsi nel gennaio 2011. 

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