AGRIGENTO. Il Pdl reagisce duramente alle critiche di D’Orsi al ministro Alfano sul 416 bis

“Credo che quella del presidente D’Orsi sia solo una caduta di stile e gli ricordiamo che il ministro Alfano ha inviato un doveroso comunicato di solidarietà il 5 gennaio 2011, ripreso dalle agenzie di stampa e dai media locali.

Relativamente al 416 bis, se il presidente D’Orsi desidera maggiori informazioni, si rivolga al presidente Lombardo che per tale reato risulta indagato dalla Procura di Catania. Il 416 bis è un reato per il quale il ministro Alfano ha proposto in Parlamento l’aumento delle pene previste ed oggi quella proposta è Legge dello Stato”.

Lo ha dichiarato il capogruppo del Pdl al Consiglio provinciale di Agrigento, Ivan Paci, in merito a quanto affermato stamane in conferenza stampa dal presidente della Provincia regionale Eugenio D’Orsi (Video). Critiche pesanti del presidente D’Orsi contro la deputazione agrigentina nazionale e regionale e contro il ministro Angelino Alfano.

Dopo Paci rincara la dose il coordinatore cittadino del Pdl di Agrigento, Giovanni Barbera: “Al presidente D’Orsi ricordo che il ministro Alfano rappresenta, oggi, una delle più alte istituzioni dello Stato che, con grande impegno, anche legislativo, si è speso nella lotta alla mafia, non solo colpendo duramente i loro patrimoni personali e familiari, ma assicurando alla Giustizia un numero di delinquenti tale da svuotare la lista dei ricercati nazionali, inclusi i due più pericolosi criminali mafiosi locali (tali Gerlandino Messina e Giuseppe Falsone). L’attività legislativa del ministro va, quindi, ben oltre il citato art. 416 bis limitata esclusivamente all’associazione per delinquere di tipo mafioso. E’ ora di smetterla di mistificare la realtà che riguarda l’attività del ministro Alfano, “utilizzando” la sua figura come scudo per mascherare le inefficienze amministrative e politiche di alcuni amministratori locali agrigentini, esponendolo anche a rischi di carattere personale, cercando di isolarlo nella sua attività legislativa di contrasto alla mafia. Resta, in ogni caso, immutata la nostra solidarietà, già espressa immediatamente in precedenza, come intero partito del Pdl, per il grave gesto intimidatorio che ha colpito il presidente della Provincia, tre alti dirigenti dell’Ente e le loro famiglie, atto che mortifica e umilia la sensibilità di quanti onestamente si impegnano tutti i giorni nei rispettivi ruoli nell’interesse della collettività”.

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