AGGRESSIONI. Il presidente D’Orsi denuncia in pubblico: ‘Hanno pestato mio figlio’

“Sono avvilito e indignato dell’indifferenza. Occorre la presenza dello Stato”, ha ribadito il presidente. (Video)

“Hanno pestato mio figlio”. Lo ha denunciato il presidente della Provincia di Agrigento, Eugenio D’Orsi durante la seduta del consiglio comunale straordinario di Ribera convocato per esprimere solidarietà al capo dell’amministrazione provinciale recentemente colpito dall’ennesima intimidazione con l’incendio della sua casa estiva.

“Sono avvilito e indignato dell’indifferenza di cittadini e parlamentari. Da quando sono presidente ho ricevuto 25 pallottole, 15 attentati, teste di capretti mozzate e mi hanno anche pestato un figlio. Finora non l’ho detto perché non voglio mettere mio figlio nelle condizioni di subire queste cose. E’ la prima volta – ha aggiunto D’Orsi – che viene così pesantemente colpito il presidente della Provincia di Agrigento. In Calabria hanno bruciato mezzo portone a un magistrato, ebbene il ministero dell’interno ha mandato l’Esercito, cioè il segnale forte dello Stato ai delinquenti. Cioè lo Stato ha detto che era presente con le Forze dell’ordine il Governo. Qui al di là del questore Di Fazio, del colonnello della Guardia di finanza Raffo, del colonnello dei carabinieri Di Iulio non ho avuto queste manifestazioni se non quelle di affetto, ma non servono se il messaggio che passa è che le intimidazioni al presidente della provincia siano una cosa normale. Mi aspettavo che parlamentari nazionali e ragionali quantomeno scuotessero il ministro Maroni chiedendo: “Qua c’è un presidente della Provincia che rappresenta 400 mila persone che viene continuamente intimidito, cosa sta succedendo nell’Agrigentino?”.

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