ANTIRACKET. Bivona, assegnata la scorta all’imprenditore Ignazio Cutrò (Video)

BIVONA. Arriva un forte segnale da parte dello Stato nell’Agrigentino. E’ stata assegnata la scorta all’imprenditore antiracket Ignazio Cutrò e alla sua famiglia.

Dopo le recenti condanne degli imputati nel processo antimafia “Face off” l’imprenditore bivonese, che con le sue denunce diede impulso alle indagini coordinate dalla compagnia dei carabinieri di Cammarata e dalla Dda di Palermo che hanno decapito la cosca della Bassa Quisquina, è stato riconosciuto come “testimone di giustizia” dal  Comitato Nazionale dell’Ordine e della Sicurezza Pubblica presieduto dal ministro dell’Interno Roberto Maroni a cui si era rivolto l’imprenditore incatenandosi a Roma davanti al Viminale. Cutrò sarebbe considerato ad “alto rischio”, prima aveva la tutela assegnata dalla Prefettura di Agrigento e al suo fianco c’erano sempre due carabinieri. Adesso è aumentato il livello di sicurezza, anche i familiari saranno protetti con la presenza di militari davanti la propria abitazione. 

“Lo Stato ha così mandato sia a me che agli altri  un forte segnale: chi denuncia viene protetto – dice l’imprenditore e presidente dell’associazione antiracket Libere Terre -. Adesso io e la mia famiglia ci sentiamo più sicuri, ringrazio il ministro dell’Interno, il sottosegretario Mantovano, il prefetto di Agrigento, il colonnello Di Iulio e tutti carabinieri e quanti mi stanno mostrando con i fatti la propria vicinanza. Risolto il problema della sicurezza – aggiunge Cutrò – potrò affrontare con più serenità il problema della mancanza di lavoro, perché da quando ho denunciato nessun privato mi dà delle commissioni e non ho avuto nemmeno la possibilità di svolgere lavori nel settore pubblico, ma spero di riuscire a rimettere in piedi la mia impresa distrutta dalla mafia anche con l’aiuto del ministero dell’Interno”.