ARAGONA. Colpo alla banca San Francesco, arrestato uno dei rapinatori

E’ stato arrestato ieri dagli agenti della Squadra mobile di Agrigento, insieme a quelli di Palermo, un giovane palermitano ritenuto l’autore della rapina commessa ai danni della banca San Francesco di Aragona il 21 maggio scorso durante la quale furono sottratti circa 20 mila euro.

E’ finito in manette, a meno di otto mesi dalla rapina,  Pietro Carra, 26 anni, pregiudicato di Palermo. Adesso è caccia ai complici. L’uomo con precedenti specifici per rapine ai danni di varie banche è stato arrestato in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal giudice per le indagini preliminari di Agrigento, Luca D’Addario, su richiesta del pubblico ministero Maria Stefania Ferrieri Caputi. All’individuazione del rapinatore si è arrivati grazie al lavoro di intelligence della Squadra mobile di Agrigento, coordinata dal vice questore aggiunto Alfonso Iadevaia, e in particolare della sezione antirapine che procede alla sistematica raccolta e analisi dei fotogrammi dei fatti criminosi che si verificano nell’Agrigentino.

Immagini che vengono poi divulgate a tutte le questure d’Italia per essere confrontate con gli analoghi “database rapine” in possesso delle altre Squadre mobili. Nel caso specifico il volto del rapinatore palermitano Pietro Carra, immortalato dalle telecamere di videosorveglianza della banca, è stato  riconosciuto dagli uomini dell’antirapina della Squadra mobile di Palermo, che lo avevano già arrestato in precedenza per altre rapine. L’uomo, dopo le formalità di rito, è stato rinchiuso nel carcere Pagliarelli di Palermo a disposizione dell’autorità giudiziaria. Adesso sono in corso le indagini per individuare i complici. La rapina dello scorso maggio alla banca San Francesco Credito Cooperativo nella centralissima via Roma da Aragona sarebbe stata commessa infatti da due malviventi a volto scoperto che, minacciando gli impiegati con un taglierino, si erano fatti consegnare circa 20 mila euro in contanti custoditi nelle casse. Poi fuggirono a piedi ma con molta probabilità, nelle vicinanze li aspettava un terzo complice in auto. Anche per loro si potrebbero presto le porte del carcere, proseguono le indagini della Squadra mobile di Agrigento.