BIVONA. Inchiesta antimafia sul Comune: ‘Inquinate dai boss le elezioni del 2007’

Potrebbero essere state inquinate dalla mafia le elezioni amministrative del 2007 a Bivona che hanno portato alla vittoria del sindaco Giovanni Panepinto, attuale deputato regionale del Partito democratico.

Questo e altro viene ipotizzato in un “rapporto choc” dei Carabinieri di Cammarata inviato alla Dda di Palermo. Grazie ad alcune intercettazioni ambientali e telefoniche, poi supportate da altri elementi investigativi, i militari dell’Arma paventano la possibilità che boss di Cosa nostra abbiano acquistato pacchetti di voti (250 in un caso) per “aiutare” l’allora candidato ed oggi sindaco di Bivona Giovanni Panepinto.

Grandangolo, il settimanale diretto dal giornalista Franco Castaldo, nel numero 3 in edicola oggi, pubblica in esclusiva l’intero rapporto giudiziario inoltrato alla Direzione distrettuale antimafia di Palermo finalizzato ad ottenere una proroga delle operazioni di intercettazione ambientale e telefoniche. Proroga peraltro concessa dai magistrati a tamburo battente. Tra gli ambienti intercettati anche la stanza del sindaco di Bivona. Il rapporto investigativo, inoltre, mette in evidenza ulteriori e inquietanti particolari legati non solo al condizionamento del libero voto che sarebbe stato compiuto dal clan mafioso Panepinto (recentemente tre suoi esponenti sono stati condannati dal Tribunale di Sciacca nel processo “Face off”, si tratta dei fratelli Maurizio Panepinto, 14 anni e mezzo di carcere, Luigi, 13 anni, e Marcello, 10 anni)  ma anche il condizionamento e l’accaparramento di appalti pubblici.