RETATA NELL’AGRIGENTINO. Sgominata la ‘banda del terrore’ tra Agrigento, Favara e Canicattì

Sgominata nella notte la “banda del terrore” dedita a rapine, truffe e cocaina tra Agrigento, Favara e Canicattì.

E’ l’operazione “I soliti ignoti” condotta dai carabinieri della compagnia di Agrigento guidati dal capitano Giuseppe Asti.

Sono 12 le misure cautelari emesse dal gip del Tribunale di Agrigento, su richiesta della Procura. 8 in carcere, 2 ai domiciliari, per altri due l’obbligo di dimora nel comune di residenza, uno è sfuggito alla cattura. Nella banda anche una donna. Sarebbero a vario titolo  tutti componenti di un’associazione a delinquere finalizzata a rapine, furti truffe e spaccio di cocaina tra il 2007 e il 2008.

Questi i nomi delle persone raggiunte da una misura cautelare: Giacomo Lauricella Luca, detto “Jachinu musulunu”, 50 anni di Favara; Filippo Salamone, detto “Remì”, 40 anni di Agrigento; Gianluca Infantino, detto “U catanisi”,  25 anni di Agrigento, residente a Raffadali; Giuseppe Infantino, 30 anni di Agrigento; Castrenze La Barbera, detto “Puffo”, 45 anni di Agrigento;  Calogero Meli, di Agrigento, 46 anni; Calogero Vella, detto “Tararà”, 36 anni di Agrigento; Giovanni Mendola, 30 anni di Agrigento, residente a Favara; Eleonora Salamone, detta “Lola” , 23 anni di Favara; Mario Fucà, 26 anni di Agrigento; Eugenio Gibilaro, 46 anni di Agrigento. Durante l’operazione, inoltre, F.R., 56 anni di Canicattì, residente ad Agrigento, sfuggito alla cattura.

“Un’operazione – ha detto il procuratore della Repubblica, Renato Di Natale – che vuole dare tranquillità alla popolazione. Gli arrestati sono tutti accusati di piccoli reati, quelli che in pratica spaventano i cittadini”.

“Si tratta di criminali professionisti – ha detto il capitano dei carabinieri Giuseppe Asti – di persone che vivevano dei proventi dell’attività criminale. Tra i reati non c’è, come spesso capita, lo spaccio di droga o l’estorsione, ma, al contrario, piccoli reati che, di fatto, vanno a colpire direttamente i cittadini, seminando panico e terrore, come ad esempio le rapine in abitazione”.

Secondo quanto emerso dalle indagini dei carabinieri gli arrestati sarebbero autori di diversi fatti criminosi. Come truffe a danno di commercianti di Grotte, Cammarata, Agrigento, ed anche un comune in provincia di Catania. Sarebbero gli autori della tentata rapina del 13 maggio del 2008 al Banco di Sicilia di Favara. Nel novembre del 2007 avrebbero scatenato una rissa e avrebbero anche derubato un anziano di 500 euro dopo averlo seguito all’uscita della Posta. Sarebbero anche le stesse persone che nel 2008 fermarono e tentarono derubare un uomo alla guida della sua auto. I reati contestati riguardano anche “movimenti” di banconote false e assegni fittizi.

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