SANTA ELISABETTA. Agguato con bimbo ferito, la Procura esclude la pista mafiosa

“Non ci sono al momento ipotesi che fanno ritenere di stampo mafioso” l’agguato con tipiche modalità mafiose teso la notte scorsa a Sant’Elisabetta in cui un bimbo è rimasto gravemente ferito mentre era a bordo di una jeep con lo zio di 30 anni e un suo cugino di 16 anni.

Si apprende dalla Procura di Agrigento che gli investigatori hanno escluso rapporti di parentela i feriti nell’agguato e il boss Salvatore Fragapane, ex capo Cosa nostra agrigentina.

Proseguono le indagini per tentato omicidio, accertamenti eseguiti dalla Squadra mobile di Agrigento, è probabile che si tratti di un regolamento di conti legato ad ambienti gravitanti nell’orbita della microcriminalità. Al vaglio degli inquirenti pare ci sia anche un presunto movente passionale.

Ancora non è stata sciolta la prognosi riservata sul bambino, le sue condizioni sarebbero gravi ma statiche, il piccolo è tenuto sotto osservazione in coma farmacologico.

Ecco l’ultimo lancio dell’Ansa: Sono ancora gravi le condizioni del piccolo Salvatore, 9 anni, rimasto gravemente ferito ieri sera in un agguato avvenuto a Sant’Elisabetta, paese dell’entroterra agrigentino. Il bimbo viaggiava in auto insieme allo zio, di 30 anni, e al fratello maggiore, di 17.

RICOSTRUITA LA DINAMICA DELL’EPISODIO – E’ stata ricostruita dagli investigatori la dinamica della sparatoria avvenuta ieri sera, dopo le 19 nelle campagne fra Santa Elisabetta e Sant’Angelo Muxaro nell’agrigentino in cui sono rimasti feriti il bambino insieme allo zio e al fratello maggiore.

I tre con altri familiari e amici erano stati a pranzo in una masseria di contrada Mizaro, a Sant’Angelo Muxaro e stavano tornando verso il centro urbano di Santa Elisabetta a bordo di un fuoristrada Suzuki lungo la strada interpoderale seguiti a distanza dalle altre auto con amici e familiari.

Improvvisamente – dicono gli investigatori che ieri avevano parlato di un’auto che si era affiancata a quella delle vittime – l’autovettura è stata raggiunta da colpi esplosi da un fucile caricato a pallettoni. I familiari hanno soccorso i tre feriti portandoli all’ ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento.

I tre sono stati colpiti all’addome, al cuoio capelluto e a un braccio. Il bambino, invece, figlio di una casalinga e di un imbianchino, è stato ferito alla testa ed è stato trasferito, in elisoccorso, all’ospedale “Civico” di Palermo. Dopo un intervento chirurgico, le sue condizioni sono ritenute stabili. La prognosi é riservata. Secondo le indagini della squadra mobile di Agrigento, i colpi di fucile sarebbero stati esplosi da una collinetta sovrastante alla strada interpoderale, a distanza di circa un centinaio di metri. I poliziotti, al momento, non escludono nessuna ipotesi, nemmeno quella di un gruppo di cacciatori in azione.

Foto ANSA