CRIMINALITA’ ORGANIZZATA. Porto Empedocle, mafia e stidda unite per il business della cocaina

Il “monopolio” della cocaina a Porto Empedocle gestito dai giovani “rampolli” delle famiglie Messina e Grassonelli, un tempo rivali nella guerra tra mafia e stidda oggi in combutta in nome del business della droga. 

Non solo cocaina, ma anche hashish, marijuana, anfetamina sono le sostanze stupefacenti che sarebbero state smerciate – tra la città marinara, Realmonte, Siculiana, Montallegro e Favara – dalle undici persone arrestate nell’operazione denominata “Hardom”. L’inchiesta – che è ancora aperta e non esclude nuovi sviluppi – è stata condotta dalla Squadra mobile di Agrigento guidata dal vice questore Alfonso Iadevaia con il coordinamento della Dda di Palermo diretta dal procuratore capo Francesco Messineo. Gli arresti sono stati effettuati per il rischio di fuga degli indagati, possibilmente in Germania o in Belgio, dove alcuni membri della presunta associazione a delinquere, in alcuni casi, sarebbero andati a rifornisri di droga.

Il “boss” del gruppo criminale – secondo la ricostruzione degli inquirenti – sarebbe Salvatore Prestia, 31 anni, di Porto Empedocle, cognato di Fabrizio Messina, il fratello dell’ex boss Gerlandino. Nel traffico di droga anche all’ingrosso si sarebbe servito sin dall’inizio dell’indagine di Giuseppe Grassonelli, empedoclino di 29 anni, detto “Peppi u biunnu”, figlio di Gigi, boss stiddaro ucciso nella prima strage di Porto Empedocle nel 1986, che a sua volta la “roba” coordinando la rete di presunti spacciatori di varie età. Come Giuseppe Cefalù, di 24 anni, Alfonso Lauricella, 45 anni, Salvatore Radio, di 46 anni, Salvatore Di Betta, 31 anni, Giuseppe Salemi, 28 anni,  Alfonso Sanfilippo, 39 anni, tutti di Porto Empedocle. Il più giovane coinvolto nell’inchiesta è Salvatore Miliziano, 22 anni.

Un altro “pezzo da 90” del gruppo criminale dedito a trafficare cocaina, hashish, marijuana e anfetamine dovrebbe essere Roberto Romeo, 30 anni, di Porto Empedocle, avrebbe sostituito il “capo” quando andava all’estero, in particolare in  Belgio, dove la banda si sarebbe fornita di cocaina.Roberto Romeo potrebbe essere considerato una sorta di “numero due” dell’organizzazione, è il fratello di Maurizio Romeo, attualmente in carcere con l’accusa di essere tra gli esattori del boss Gerlandino Messina. A coprire di droga la “piazza” di Favara per conto dell’organizzazione ci avrebbe pensato Antonio Russello, 26 anni, favarese, figlio di Gaetano, l’ex presidente dell’Akragas ucciso nel 1990 nella guerra tra mafia e stidda,  indagato tra l’altro per avere fornito un “covo” a Gerlandino Messina durante la sua latitanza, trovato durante l’operazione con venti grammi di cocaina..

Sono tutti indagati per associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. Secondo le accuse, si sarebbero “associati tra loro al fine di commettere più delitti (di trasporto, detenzione, spaccio di sostanze stupefacenti del tipo cocaina, hashish, marijuana, anfetamine) ed in particolare: Prestia Salvatore per aver promosso, costituito, diretto ed organizzato l’associazione occupandosi dell’approvvigionamento (acquisto, trasporto, detenzione e commercio) di quantitativi ingenti di sostanze stupefacenti del tipo sopra indicato ed alla successiva distribuzione e cessione ad altri soggetti per il conseguente smercio e per essersi occupato, con Romeo Roberto, Grassonelli Giuseppe, di riscuotere le somme dovute dai clienti e dai rivenditori al dettaglio per potere acquistare nuova sostanza stupefacente; somme di denaro anche di importo superiore a euro 20.000,00, somme che riscuoteva anche perpetrando minacce e violenze fisiche nei confronti dei propri debitori ed avendo, altresì, la disponibilità di armi da fuoco; Grassonelli Giuseppe e Romeo Roberto, per aver partecipato alla stessa associazione svolgendo il compito di sostituire Prestia Salvatore mentre questi si trovava all’estero, di accompagnarlo a riscuotere crediti, somme di denaro anche di importo superiore a euro 20.000,00, somme che riscuotevano anche perpetrando minacce e violenze fisiche nei confronti dei debitori, di avere ceduto a terzi ingenti quantitativi di sostanza stupefacente del tipo sopra indicato; Lauricella Alfonso, Russello Antonio, Radio Salvatore, Miliziano Salvatore, Di Betta Salvatore, Salemi Giuseppe e Cefalù’ Giuseppe col compito di ed attuare – con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso – l’attività di piccola e grossa distribuzione di sostanza stupefacente del tipo sopra indicato; con le aggravanti di essere il numero degli associati superiore a dieci, per esservi tra i partecipanti persone dedite all’uso di sostanze stupefacenti ed essendo l’associazione armata. Fatti/accertati in Porto Empedocle dal marzo 2010 ad oggi”.