DROGA E MAFIA. Retata a Porto Empedocle, i ‘rampolli’ di Cosa nostra e il monopolio della cocaina

Blitz antidroga questa notte nell’Agrigentino. Retata di presunti spacciatori a Porto Empedocle, in manette anche un favarese.

Sgominata dalla Squadra mobile di Agrigento guidata dal vice questore Alfonso Iadevaia una presunta associazione per delinquere finalizzata allo spaccio di stupefacenti con l’aggravante di favorire Cosa nostra. L’inchiesta, denominata “Hardom, stata coordinata dalla Procura distrettuale antimafia di Palermo.

Tra gli arrestati anche alcuni soggetti che sarebbero vicine alla mafia, come Giuseppe Grassonelli, figlio del vecchio boss empedoclino ucciso nella prima strage di Porto Empedocle,  il cognato di Fabrizio Messina, Salvatore Prestia. In cella anche Roberto Romeo, fratello di Maurizio, attualmente in carcere e ritenuto appartenente alla famiglia mafiosa. A casa di uno degli arrestati nel corso dell’operazione è stata trovata cocaina per decine di grammi.

Ecco tutti i nomi: Giuseppe Grassonelli, 29 anni; Alfonso Sanfilippo 39 anni; Roberto Romeo 30 anni; Alfonso Lauricella 45 anni; Salvatore Radio 36 anni; Giuseppe Cefalù, 24 anni; Salvatore Miliziano 22 anni; Salvatore Di Betta 31 anni; Giuseppe Salemi 28 anni;  Antonio Russello, 26 anni, di Favara.

Sono tutti indagati per essersi associati tra loro al fine di commettere più delitti (di trasporto, detenzione, spaccio di sostanze stupefacenti del tipo cocaina, hashish, marijuana, anfetamine).

La banda avrebbe rifornito di droga i “clienti” di Porto Empedocle, Favara, Realmonte, Siculiana e Montallegro.

A breve i particolari dell’inchiesta “Hardom”