CACCIA. ‘Nell’Agrigentino bracconaggio molto diffuso nonostante aumento controlli’

Nell’Agrigentino non cambiano le vecchie abitudini. Tra quasi 5000 cacciatori sportivi agrigentini si nascondono anche molti bracconieri.

“Nonostante il potenziamento dei controlli da parte nostra così come del Corpo forestale e delle guardie venatorie volontarie continua ad essere notevolmente diffuso il fenomeno del bracconaggio in provincia di Agrigento”.

Lo  afferma la dirigente della Ripartizione faunistico-venatoria agrigentina, ufficio periferico dell’assessorato regionale alla Politiche agricole e alimentari, Maria Gabriella Perrone, confermando in un certo senso quello le denunce delle associazioni ambientaliste e animaliste come Legambiente, la Lipu e il Wwf.

“Il nostro compito amministrativo è quello di sorveglianza sul territorio  di tutte le norme sulla caccia con particolare riferimento alla protezione della fauna selvatica di specie protetta – spiega la dirigente Gabriella Perrone -. Dai verbali delle segnalazioni che ci pervengono – aggiunge – emergono ancora con evidenza molti fenomeni di bracconaggio e di caccia in qualche modo illecita, anche se comunque sono molti di meno di quelli registrati negli anni passati grazie all’aumento dei controlli. Tra il bracconaggio più comune nelle sue varie forme – prosegue la Perrone – quello di andare a caccia di notte con il faro, oppure l’utilizzo di diversi richiami acustici elettromagnetici, o di trappole illegali di vario tipo costruite artigianalmente. Continuano anche ad essere segnalate – spiega ancora – presenze di cacciatori nelle zone protette come parchi e riserve naturali e anche l’uccisione di molti rapaci di specie protetta”. 

Naturalmente non solo bracconaggio, c’è tanta caccia pulita nell’Agrigentino dove per la stagione venatoria arrivano anche centinaia di cacciatori dal centro e dal nord Italia. Uccelli e conigli per il turismo della caccia che dà lavoro a molti agriturismi e b&b della provincia. Nella stagione 2009-2010 hanno imbracciato i fucili 4401 cacciatori agrigentini e sono stati abbattuti qualcosa come 10 mila conigli e svariate decine di migliaia di uccelli. Per la stagione di caccia 2001, chiusa il 31 gennaio scorso, invece, sono stati consegnati dalla Ripartizione faunistico-venatoria 4500 tesserini venatori ai vari comuni la cui riconsegna è prevista entro la fine di marzo quando sarà possibile tracciare un primo bilancio della caccia agrigentina 2011. Intanto alla Ripartizione faunistico venatoria si lavora per i nuovi ripopolamenti della fauna agrigentina (ma si attende il via libera dall’assessorato di competenza) e si sta elaborando il contributo da fornire al Piano faunistico siciliano in via di definizione dal governo regionale.

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