RAFFADALI. Riapertura chiesa Madre, il sindaco protesta contro la Soprintendenza

“Siamo  ormai stanchi. Abbiamo esaurito tutta la pazienza.  L’amministrazione comunale è pronta, assieme alla comunità raffadalese, a scendere in piazza. Ad organizzare una manifestazione di protesta”.

Il sindaco, Silvio Cuffaro, minaccia una giornata di sciopero contro la Sovrintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Agrigento chi si mette di traverso rispetto alla riapertura della Chiesa Madre, interessata da un decennio da lavori di ristrutturazione.  “Non è più tollerabile l’atteggiamento ostile, ostruzionistico della Sovrintendenza – aggiunge Silvio Cuffaro – è il momento di dire basta, di ribellarci. La fase del dialogo, del confronto, della mediazione, purtroppo, ha prodotto solo prese in giro e notevoli ritardi. La goccia che ha fatto traboccare il vaso – evidenzia il sindaco – l’ultima presa di posizione di questo Ente, che crede di essere onnipotente, per la quale ora la consegna al culto e la fruizione del Tempio rischiano di subire una brusca frenata. In buona sostanza non concede l’autorizzazione relativa ad un manufatto realizzato per sorreggere il soppalco che ospita l’organo. Un’opera costruita un anno fa, ma solo adesso, che siamo arrivati alla fine, ad un passo dalla cerimonia di inaugurazione, scatta incredibilmente il semaforo rosso. La Sovrintendenza ha avuto un anno di tempo per potere intervenire, per potere manifestare il suo diniego. E, invece, non ha mosso alcun rilievo, salvo farsi sentire a cose già fatte. La comunità raffadalese ha atteso troppo, parecchio tempo, in religioso silenzio. Il sindaco, assieme alle sua giunta, e il consiglio comunale si sono adoperate e attivate costantemente, ma con garbo istituzionale, equilibrio  e con grande senso di responsabilità. Ovviamente le buone maniere non pagano – conclude il sindaco di Raffadali –  e allora siamo decisi, se è il caso, anche a mostrare i muscoli pur di riappropriarci della  Chiesa Madre, che è sì un luogo di culto, ma è anche la nostra storia, la nostra cultura, le nostre radici cristiane”.