AGRIGENTO. Donna morta in ospedale, attesa per l’autopsia

C’è attesa per l’autopsia sul corpo della donna agrigentina morta all’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento dopo due mesi dal ricovero per una frattura alla gamba.

E’ già stato nominato dalla famiglia della donna, assistita dall’avvocato Basilio Vella, il medico perito di parte che parteciperà all’esame necroscopico, il dottore Gianfranco Pullara. La Procura della Repubblica di Agrigento – che ha già disposto il sequestro di tutte le cartelle cliniche e della documentazione sanitaria dal giorno del ricovero fino a quello del decesso – non ha ancora nominato il medico legale né stabilito la data dell’autopsia che dovrebbe essere comunicata alle parti nelle prossime ore.

Ancora niente funerale dunque per la signora Rosalia Marzullo, 61 anni, casalinga, madre di due figli e nonna di due nipotini. La salma della donna è custodita nell’obitorio dell’ospedale San Giovanni di Dio, dove è morta il 25 febbraio scorso dopo una sessantina di giorni di degenza.

L’inchiesta della Procura della Repubblica, coordinata dal sostituto procuratore Andrea Bianchi, rappresenta un “atto dovuto” dopo l’esposto presentato ai carabinieri di Agrigento dal marito della donna che ha denunciato le presunte “imperizie e negligenze da parte di medici e sanitari” dei vari reparti ospedalieri in cui la signora è stata ricoverata: “Mia moglie è stata abbandonata nonostante le nostre continue sollecitazioni”, ha dichiarato il signor Angelo Principato.

Intanto, un’amica e vicina di casa della donna, la signora Tania di Agrigento, ha lanciato un “appello di giustizia”, intervenendo alla trasmissione radiofonica “Ditelo Rgs”, “Sia fatta giustizia per una persona a me molto cara morta per malasanità – sostiene la donna -. Una semplice caduta, la frattura di una gamba, poi un intervento sbagliato ed stata lasciata lì in quel letto senza assistenza, aspettando che morisse. Sono indignata da tanta indifferenza”.

Sul probabile caso di malasanità è stata aperta anche un’indagine interna dall’Asp di Agrigento per verificare se ci siano state eventuali mancanze e responsabilità da parte di medici e sanitari. Ma ancora è tutto da verificare, sarà la magistratura a fare chiarezza.

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