AGRIGENTO. Confindustria, Cgil e Cisl escono dall’Asi

Con una nota stampa Confindustria Agrigento comunica che oggi “i propri delegati si sono dimessi dal Consorzio ASI  di Agrigento

e ciò coerentemente con quanto sostenuto da Confindustria fin dal settembre 2010 ovvero dalla elezione degli attuali vertici.

“La ragione che ha determinato le dimissioni dei propri delegati muove anche dai fatti resi noti ieri dal Senatore Giuseppe Lumia ed in particolare si rileva, che non è in alcun modo accettabile – continua Giuseppe Catanzaro – prendere atto che il protocollo antimafia sottoscritto nel giugno 2010 tra Regione Siciliana – Consorzio ASI di Agrigento – Prefettura e Confindustria, appena a settembre 2010 piuttosto che essere  applicato viene interpretato.

Questa particolare “esegesi” – continua Catanzaro – ha determinato di fatto una palese elusione del “protocollo” stesso e degli scopi per i quali è stato approvato e sottoscritto tra le parti. Tra queste ultime si ricorda vi è la Prefettura di Agrigento la quale a sostegno della nostra economia avrebbe dovuto, attraverso l’applicazione del “protocollo”, avere “vita facile” nel controllare tutte le aziende ivi insediate a diverso titolo esistenti nell’area ASI, così come voluto e richiesto dalle direttive del Governo della Regione firmate dall’Assessore Venturi. 

Sul piano pratico gli effetti di questa nuova “esegesi” sono devastanti ed alquanto preoccupanti, ritenuto che il Consorzio ASI nei confronti di “note”  imprese non ha ritenuto – in palese violazione del “protocollo” – richiedere le verifiche antimafia.  Apprendere che nel luglio 2010, secondo quanto riportato dalla stampa, non si sono spese somme del Consorzio ASI per l’inaugurazione di una strada pubblica (e questo era rassicurante data la gravità) e ora conoscere che al contrario si sono spesi 24.000 € circa (come da fatture pubblicate) in poche ore con i tempi di grave crisi e le necessità evidenti del Consorzio ASI (buche, sterpaglie, strade al buio, ecc ) aiuta tutti coloro i quali hanno buona volontà nel comprendere di quali reali  priorità certa politica che amministra il Consorzio individua per sostenere lo sviluppo delle imprese e quindi dei lavoratori. 

Invitiamo l’Assessore Venturi a continuare nell’opera di forte moralizzazione posta in essere nel corso del suo mandato ed a non retrocedere di un solo passo, perché il suo impegno prima come imprenditore e ora come uomo di Governo serve alla gente normale della Sicilia che vuole cambiare passo e pagina. La politica prenda atto che a queste condizioni lo sviluppo della nostra Provincia  è deliberatamente negato. È di per se difficile attrarre investimenti in un momento di crisi come quello attuale, se alla crisi dobbiamo sommare i fatti di inaudita gravità come quelli evidenziati riteniamo che nessuno sarà interessato ad investire nella nostra Provincia, anzi molti ancora andranno ad investire altrove. A queste condizioni non si fa sviluppo”, conclude Catanzaro.

Anche i componenti dei sindacati si sono auto sospesi, parla Mariella Lo Bello, Cgil: “I giornali di oggi riportano la notizia della risposta del sen. Lumia il quale denuncia fatti che, se fossero veri rappresenterebbero un’altra macchia scura sulla provincia di Agrigento e su una parte della sua classe dirigente. La verità non può che essere una e la Cgil è interessata affinchè emerga con chiarezza e con urgenza. Ma fino ad allora, mi autosospendo, a tutela della Cgil come componente l’assemblea generale dell’Asi”. Analoga iniziativa ha assunto la Cisl di Salvatore Montalbano mentre la Uil, per bocca del segretario Aldo Broccio esprime perplessità sulle iniziative poste contro il presidente dell’Asi, Stefano Catuara.   

Scrive Broccio della Uil: “Dagli organi di informazione apprendiamo le dichiarazioni di un noto politico circa presunte irregolarità nella gestione del Consorzio A.S.I. in provincia di Agrigento; in concomitanza, diversi soggetti dichiarano, con grande tempestività, di ritirare e/o sospendere i propri rappresentanti dal consiglio generale dell’ A.S.I., per la gravità delle notizie riportate dalla stampa. La U I L, essendo un sindacato non solo riformista ma anche garantista, ed essendo il proprio gruppo dirigente abituato a ragionare e non a farsi prendere dall’emotività o dall’induzione da posizionamenti e dichiarazioni altrui, si  pone in merito alcuni interrogativi : a ) perché il noto politico antimafia, annuncia agli organi di informazione presunte irregolarità e/o collusioni e non denuncia invece agli Organi istituzionalmente preposti, fatti concreti supportati da prove inconfutabili? b) perché l’assessore regionale alle Attività produttive, negli ultimi tempi ha commissariato diverse volte l’A.S.I. di Agrigento, non ricevendo l’avallo del T.A.R. che in tutte le occasioni  ha rimesso al suo posto l’attuale Presidente, non avendo riscontrato alcuna irregolarità tale da giustificare il commissariamento?  c) come mai il senatore e l’assessore, congiuntamente anche ad altri soggetti fortemente interessati non propongono un tavolo di confronto politico con tutte le parti sociali, al fine vedere le carte, tenuto conto che l’attuale presidente A.S.I., nel corso di una recente conferenza stampa ha rispedito al mittente le accuse mossegli con argomentazioni che sono apparse convincenti? d) c’entrano qualcosa le odierne accuse con il fatto che per l’Asi di Agrigento pare siano stati approvati progetti che dovrebbero far arrivare circa 25 (venticinque ) milioni di euro con relativo grande sbocco occupazionale? Nella nostra provincia nessuno può permettersi di provocare tempeste in un bicchiere d’acqua, non è che la politica c’entri qualcosa? Fatta salva la buona fede di tutti, la U I L invita il senatore e l’assessore, odierni accusatori, ad un urgente confronto di merito”. 

 

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