Catuara: ‘Nessuna bufera sull’Asi, solo sterili polemiche’

“Nessuna bufera sull’Asi di Agrigento. Ma il solito, stucchevole, strumentale e sterile  ritornello di polemiche e contestazioni da parte di chi non ha cuore le sorti e il destino dello sviluppo industriale del nostro territorio”.

Lo  afferma in un comunicato il presidente dell’Asi Stefano Catura replicando al senatore Lumia, a Confindustri, Cgil e Cisl.

 “Siamo di fronte, lo ribadisco – scrive Catuare – a prese di posizioni che non stanno né in cielo né in terra. Il mio operato è stato sempre e continua ad essere all’insegna della trasparenza e nel rispetto assoluto della legalità. I rappresentanti di  Confindustria, Cgil e Cisl, che fanno parte degli organismi dell’ente, ad oggi, contrariamente a quanto riportato dai mezzi di comunicazione, non hanno presentato formalmente alcuna lettera di dimissione. Apprendo solo dalla stampa che il segretario provinciale della Cgil, Mariella Lo Bello e il responsabile della Cisl, Salvatore Montalbano, hanno dichiarato di essersi autosospesi dal Consiglio generale nell’attesa di chiarimenti. Così come non risultano formalizzate le dimissioni dei due componenti dell’Unione degli Industriali, Marco Campione e Sergio Messina.  Considerate che le accuse – prosegue il presidente dell’Asi –  ancora una volta, sono  destituite di ogni fondamento, ho inviato ai segretari generali delle tre organizzazioni sindacali la dettagliata risposta all’interrogazione del senatore Lumia,  già trasmessa al Ministro dell’Interno, Roberto Maroni,  accompagnata dai relativi allegati, manifestando loro la totale disponibilità per ulteriori chiarimenti al fine di non lasciare ombra alcuna sull’operato amministrativo dell’Asi di Agrigento.

Ritengo – aggiunge Catuara – di invitare, così come dichiarato presso l’aula consiliare di Castelermini, le forze sociali a discutere sul programma di sviluppo industriale della provincia di Agrigento. E questo avviene dopo avere informato tutti i parlamentari, nazionali e regionali della provincia di Agrigento. Colgo l’occasione per ribadire che nessuna trattativa privata è stata esperita per la realizzazione della caserma dei vigili del fuoco, nessuna transazione è stata conclusa con imprese che operano nel settore dei rifiuti. Ed ancora, che il protocollo della legalità non è stato interpretato, bensì solo e soltanto applicato e rispettato. In riferimento alla trattativa privata, si sottolinea che, in assenza di idoneo albo fiduciario delle imprese, la stessa è stata revocata il 13 maggio del 2009.

Nessuna ditta ha mai ricevuto l’invito di Asi a partecipare alla trattativa. Successivamente è stata esperita gara pubblica. Per quanto riguarda la vicenda dell’asse viario di Porto Empedocle, l’Asi di Agrigento, sotto la mia gestione, non ha mai avuto a che fare con ambienti malavitosi. Sulle società che si sono aggiudicate l’appalto, la prefettura di Agrigento si è espressa positivamente, con l’invio di regolare certificazione antimafia.Solo per una di esse ha riferito che l’istruttoria era in corso. Ad oggi nessun’altra comunicazione è pervenuta negli uffici dell’Asi. Tuttavia, in applicazione del protocollo di legalità “Carlo Alberto Dalla Chiesa” del 2005, nel contratto stipulato è stata inserita la clausola risolutoria espressa in caso di presenza di cause ostative. La mia disponibilità al confronto resta massima per onorare la verità e per sconfiggere gli attacchi interessati che certamente hanno una natura politica. Ho presentato atto di citazione per le diffamazioni subite  a tutela della  mia immagine e della reputazione lese dalle infamanti dichiarazioni rese dal senatore Limia, augurandomi che lo stesso rinunci all’immunità parlamentare per la tutela dei suoi diritti. Mi accingo a depositare querela e atti di citazione per risarcimenti danni nei confronti di altri che, non curando la veridicità delle notizie, hanno diffamato l’ente e il suo presidente.

Nell’apprezzare l’atteggiamento della Uil, mi auguro che, fatta luce sull’intera vicenda, assieme concorreremo, senza strumentalizzazione alcuna, ad uno sviluppo serio  del nostro territorio che di tutto ha bisogno tranne che di litigi, scontri e polemiche. Peggio ancora quando, come in questo sono caso, sono inutili e fuori luogo. La fiducia accordatami unanimamente  dal Consiglio generale, tenuto conto anche dei pronunciamenti, a più riprese, dei giudici amministrativi che hanno confermato la legittimità del mio operato, non può essere tradita con un mio passo indietro. Le ingiuste infamie vanno combattute. Tuttavia, non essendo “attaccato alla poltrona”, mi  rimetto alla volontà del consiglio generale.  La mia – conclude Catuara – è una battaglia a difesa degli organi democraticamente e legittimamente eletti, non per fatti personali. Mi spendo quotidianamente  nell’esclusivo interesse per  la crescita del tessuto produttivo del nostro martoriato territorio”.