Lampedusa, intimidazione contro Legambiente

Durante la notte ignoti hanno distrutto le reti per l’inanellamento degli uccelli montate in contrada Sanguedolce, nell’ambito del progetto di studio e ricerca sugli uccelli migratori. Il progetto, di rilievo nazionale, è condotto, per il terzo anno consecutivo, dalla Stazione Siciliana di Inanellamento in collaborazione con l’ISPRA, l’Università di Palermo e Legambiente – Ente Gestore della Riserva Naturale “Isola di Lampedusa”.

 Il progetto, della durata di un mese, è contemporaneamente condotto in altre isole del Mediterraneo ed è finalizzato alla conoscenza delle rotte e strategie migratorie degli uccelli migratori.

“I dati raccolti a Lampedusa – afferma il Prof. Bruno Massa dell’Università di Palermo –  hanno grande importanza sotto il profilo scientifico e conservazionistico, in virtù della posizione geografica dell’isola, situata nel cuore del Mediterraneo, come ponte tra l’Africa e la Sicilia e quindi   quale sito obbligato di sosta e ristoro per moltissimi uccelli migratori, soprattutto sub-sahariani”  

La distruzione di un intero transetto per la cattura e l’inanellamento degli uccelli è avvenuta durante la notte ed è stata operata tranciando le reti, lunghe circa 50 mt, in modo da ridurle a pezzetti non più grandi di 20 cm. Contemporaneamente è stata data alle fiamme l’autovettura del comproprietario dell’abitazione sita in C.da Ponente, ove sono ospitati i ricercatori, coordinati dalla dott.ssa Manuela Canale. 

“Si tratta di un grave atto di natura intimidatoria – dichiara Giusi Nicolini, direttore della Riserva Naturale gestita da Legambiente, – che colpisce sia i ricercatori che la Riserva nella sua attività di sostegno e incentivazione alla ricerca scientifica, individuata con ogni evidenza come unica attività di disturbo al bracconaggio”

“Non siamo nuovi a questi episodi di violenza e di vigliaccheria– continua Giusi Nicolini – ma riteniamo di particolare gravità ed allarme che stavolta sia stato colpito anche il proprietario dell’abitazione ove sono ospitati i ricercatori, quasi a voler fare terra bruciata attorno a chi si batte a tutela della natura e a favore della legalità. I bracconieri che si sono resi responsabili di questo atto intimidatorio, devono sapere che faremo tutto il possibile per facilitare la loro individuazione ai fini di giustizia, in difesa della natura, della legalità e delle risorse ambientali di Lampedusa”. Le indagini sono condotte dall’Arma dei Carabinieri.