Crolli centro storico Agrigento, intervento di Legambiente

“Ribadiamo la nostra idea che occorre immediatamente acquisire al patrimonio comunale e mettere in sicurezza tutti gli edifici abbandonati dai proprietari attraverso la riattivazione dei fondi della legge speciale regionale del 1976 per il centro storico di Agrigento e attraverso anche l’utilizzo di fondi comunitari”.

 Lo scrivono in un comunicato l’architetto Daniele Gucciardo e l’ingegnere Giuseppe Riccobene esponenti del circolo “Rabat” di Legambiente Agrigento.

Così prosegue la nota dei tecnici ambientalisti: “Non si può, ugualmente, tralasciare di risolvere il problema della gravissima situazione statica e idrologica e geologica degli ipogei, sopra i quali negli anni „50 e „60 sono state edificate costruzioni anche di notevole entità e nelle quali vivono alcune migliaia di persone.

Bisogna, successivamente – una volta fronteggiata adeguatamente l‟emergenza crolli – formulare bandi pubblici che rendano conveniente agli imprenditori privati, ma anche a singoli cittadini, intervenire con fondi propri per la riqualificazione delle abitazioni del centro storico. Occorre chiedere finanziamenti pubblici o organizzare ed orientare gli investimenti privati per la realizzazione di opere infrastrutturali “leggere” legati alla mobilità alternativa (come ad esempio piccoli parcheggi di prossimità, sistemi di risalita meccanizzata, ecc.) che possano contribuire a risolvere i moderni problemi di accessibilità e di vivibilità del nostro centro storico, senza le quali questo magnifico manufatto rimarrà sempre poco appetibile per gli investimenti privati e diventerà sempre più fatiscente.

Il Centro Storico, i suoi abitanti e gli agrigentini tutti non possono più attendere ed osservare inermi allo sgretolamento letterale e metaforico della propria memoria collettiva rappresentata da questi luoghi e da questi manufatti”.