Mafia a Bivona, nuovi sigilli nel ‘feudo’ Panepinto: sequestrati altri terreni

Nuovi sigilli nel “feudo Panepinto”. E’ quando nella “città delle pesche” facevano il bello e il cattivo tempo che i fratelli Panepinto – Luigi, Marcello e Maurizio, attualmente in carcere per mafia – si impossessarono illegalmente di un’area comunale di oltre 1500 metri quadrati

adiacente alle loro abitazioni adesso sequestrate dopo le condanne al processo scaturito dall’inchiesta antimafia “Face off”. Ma adesso la pacchia è finita, così – dopo i carabinieri e la guardia di finanza – ieri sono arrivati anche gli agenti della polizia municipale guidati dal comandante Pasquale Campisi a mettere i sigilli a un terreno di 2500 metri quadrati in contrada Prato, a due passi dalla caserma dei carabinieri. L’area – intestata a Luigi Panepinto, presunto boss della Bassa Quisquina, e alla madre Vincenza Favata – è stata sottoposta a sequestro preventivo. Si tratta di 1500 mq di proprietà del Comune e di altri 1000 mq di proprietà dei Panepinto dove, nel 2006, furono eseguite delle opere edilizie abusive ostruendo anche il naturale corso d’acqua di un vicino vallone.  L’accusa  di cui dovranno rispondere davanti alla Procura della Repubblica di Agrigento è di occupazione del suolo pubblico e di realizzazione di opere in assenza di concessione edilizia. Tra le ipotesi al vaglio della Procura anche la modifica dello stato dei luoghi. Questo è solo l’ultimo dei sequestri che hanno colpito i Panepinto a cui è stato recentemente sequestrato un patrimonio stimato in circa 5 milioni di euro. Nello scorso mese di gennaio i fratelli Luigi, Maurizio e Marcello Panepinto sono stati condannati dal Tribunale di Sciacca a pene che vanno dai 10 ai 14 anni di carcere per associazione mafiosa ed estorsione.