Catena umana a Palma di Montechiaro contro il nucleare

Diverse centinaia di persone, provenienti da tutta la Sicilia, hanno partecipato questa mattina, a Palma di Montechiaro, alla “catena umana anti-nucleare”, la prima delle dieci catene umane organizzate in altrettanti siti in Italia, dal Comitato Vota SI per fermare il nucleare.

La scelta di Palma di Montechiaro è legata al fatto che la costa agrigentina è oggetto di studio proprio per la eventuale localizzazione di una centrale nucleare, per la disponibilità di acqua e la relativa stabilità sismica della zona.

Le manifestazioni hanno l’obiettivo di protestare contro la disinformazione e la sordina messa all’appuntamento referendario: gli italiani hanno il diritto di sapere quello che sta capitando al referendum nucleare. E proprio contro i tentativi di sabotare l’appuntamento col voto del 12 e 13 giugno, il Comitato rivolge un appello ai deputati:

il Parlamento non si presti al raggiro del decreto Omnibus che vuole cancellare il referendum senza fermare veramente i programmi atomici del governo. Dica no a questo scippo di democrazia.

“L’Italia aveva già scelto nel 1987 di uscire dal programma nucleare – dichiarano Alberto Mangano, portavoce del Comitato Regionale “Vota SI per fermare il nucleare; Nicola Cipolla, presidente del Cepes, e Mimmo Fontana, presidente di Legambiente Sicilia – ed era stata una scelta consapevole, non scaturita sull’onda dell’emozione. ritornare adesso al nucleare, mentre tutte le potenze nucleari si stanno ponendo l’obiettivo di lasciare questa tecnologia è una scelta insensata. Nel 2010 gli italiani hanno installato impianti di produzione di energia rinnovabile per una potenza pari a quella di una centrale nucleare: in appena un anno, quindi, e non i 15 necessari per costruire una centrale atomica. a differenza di altri Paesi sviluppati, il Governo italiano guarda alle sue spalle piuttosto che avanti. Il 12 ed il 13 giugno gli italiani hanno il diritto di scegliere il modello energetico di cui si deve dotare il nostro Paese. Non consentiremo a nessuno – concludono Mangano Cipolla e Fontana – di portare l’Italia fuori dalla storia”.

Il Comitato. Acli – dipartimento Pace e Stili di vita, Acu Onlus- Associazione consumatori Utenti, AAM terra nuova, AIAB, Alleanza per il Clima, ALPA-Associazione Lavoratori Produttori Agroalimentare, ALPA Lazio, Alternativa, AltraMente, Altro.Ve Rete per un altro veneto, Amici della Terra, Arci, Arci servizio Civile, Articolo 21, ASud, Auser, Beati i costruttori di pace,CEF Comitato Energia Felice, Cepes, Cgil regionale Abruzzo, Cgil regionale Lazio, Cgil regionale Umbria, Città Amica, Cittadinanzattiva, Comitato SI’ alle Rinnovabili NO al nucleare, Coordinamento Antinucleare Salute Ambiente, CRBM Campagna per la Riforma della Banca Mondiale, Diritti al cuore, ECO, Ecologisti Democratici, Emergency, EnergoClub Onlus, Eurosolar Italia, FAI Fondo ambiente italiano, Fairtrade Italia, Fare Verde, Federazione nazionale Pro Natura, Federconsumatori, Fiom Cgil, Focsiv – Volontari nel mondo, Fondazione Culturale Responsabilità Etica Onlus, Forum Ambientalista, Greenpeace, Greenreport, ISDE-Medici per l’Ambiente, Italia Nostra, The Jane Goodall Institute Italia onlus, La Nuova Ecologia, L’Altro Quotidiano, Lega Consumatori, Legambiente, Libera Associazione Origine, Libera Contro le mafie, Libera Università di Alcatraz, Liberacittadinanza, LIPU-Birdlife Italia, Mani Tese, MCE- Movimento Cooperazione Educativa, MIR – Movimento Internazionale Riconciliazione, Mom&Woman, Mountain Wilderness Italia, Movimento Difesa del Cittadino, Movimento per la Decrescita Felice, Otherearth  forum energia ricerca, PaneAcqua, Popolo Viola, QualEnergia,Rete degli Studenti Medi, Rete della Conoscenza (Uds-Link), Rigas, Rivista Confronti, Servizio Civile Internazionale S.C.I., Slow Food, Terra Nuova, Terra Quotidiano, Terra! Onlus, Uil Puglia, Unione degli Universitari, VAS, WWF, XXV Aprile, Ya Basta.