Referendum, il commento di Di Benedetto (Pd)

“Un risultato straordinario che certamente premia lo sforzo dei comitati, delle associazioni e dei partiti, come il Pd, che hanno fortemente sostenuto e sponsorizzato i quattro quesiti referendari”. E’ il commento del deputato regionale del Partito Democratico, Giacomo Di Benedetto, all’indomani dell’esito consegnato dal referendum del 12 e 13 giugno  che ha

chiamato i cittadini ed esprimersi su materie importanti, di grande interesse sociale  riguardanti l’acqua, il nucleare e il legittimo impedimento. “Il raggiungimento del quorum e la vittoria del sì  – osserva l’onorevole Di Benedetto – rivestono un duplice significato. Il primo ovviamente in ordine alla sostanza, al contenuto delle questioni sottoposte a referendum, che è il segnale tangibile della volontà popolare, palesemente e nettamente contraria alla realizzazione di centrali nucleari nel nostro territorio, alla gestione privata dell’acqua, bene pubblico primario, e ai privilegi di chi governa rispetto all’aspetto giudiziario.

 Il secondo elemento, di analisi e riflessione, – aggiunge il parlamentare agrigentino del Pd – è riconducibile a dinamiche prettamente politiche. E’ si traduce in una pesante sconfitta, la seconda nel giro di poche settimane, per il premier Berlusconi e per il suo principale alleato, il leghista  Umberto Bossi. Entrambi avevano invitato gli italiani, mortificando la loro intelligenza e sensibilità, a disertare le urne.  Una strategia finalizzata a non raggiungere il quorum in modo da continuare  a portare avanti i loro interessi che non coincidono con quelle della collettività. Una bocciatura allora sonora per il Governo Nazionale che fa il paio con quella subìta nelle recenti elezioni Amministrative. L’era berlusconiana per fortuna è giunta quasi al capolinea – conclude Giacomo Di Benedetto –  gli italiani sono ormai stanchi di questo centro destra che ha prodotto e continua a produrre solo danni per il Paese.  E’ arrivato il momento di cambiare rotta,  e di ridare all’Italia, dopo aver cambiato il sistema elettorale, una guida salda, credibile ed autorevole”.