‘Ha ucciso Antonella Alfano”, arrestato il carabiniere Salvatore Rotolo

E’ stato arrestato dagli agenti della  Squadra mobile di Agrigento e dai carabinieri del comando provinciale il carabiniere Salvatore Rotolo, 38 anni, di Agrigento, indagato per aver ucciso la compagna il 5 febbraio scorso. Secondo gli inquirenti l’uomo avrebbe avuto un complice,

 l’accusa è di omicidio in concorso. L’accusa di omicidio è aggravata dall’averlo commesso per futili motivi. Al carabiniere Salvatore Rotolo viene anche contestato il reato di distruzione di cadavere.

L’arresto è stato eseguito in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip Alberto Davico su richiesta firmata dal procuratore capo Renato Di Natale, dal procuratore aggiunto Ignazio Fonzo e dal sostituto procuratore Giacomo Forte.  Il provvedimento di custodia cautelare è stato adottato all’esito di complesse ed approfondite indagini medico-legali e tecniche che hanno richiesto, per l’espletamento, cognizioni di alto profilo e tempi adeguati alla delicatezza e particolarità del caso.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti Rotolo, agendo  “in concorso e, comunque, in compartecipazione con altro soggetto allo stato ignoto,  il 5 febbraio 2011 cagionava la morte di Antonella Alfano mediante asfissia meccanica violenta da strangolamento e/o soffocamento. Segnatamente  Rotolo, dopo un violento alterco con la donna seguito da una  colluttazione con la compagna a seguito della quale riportava dei graffi sul viso, con uso della forza dopo aver avuto il sopravvento sulla stessa,  stringeva il collo della giovane  impedendone la respirazione fino alla perdita di coscienza e quindi la morte.

Con l’aggravante di aver commesso il fatto per motivi futili, consistiti in questioni familiari relative alla convivenza tra il Rotolo e la Alfano, risolvibili altrimenti, e con uso di sevizie, in particolare per aver dato fuoco al cadavere della donna, dopo che la stessa aveva esalato l’ultimo respiro, cospargendolo  di combustibile, segnatamente una miscela di benzina e gasolio”.

Dopo aver commesso il delitto “al fine di occultare lo stesso e di garantirsi l’impunità, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, Rotolo distruggeva il cadavere di Antonella Alfano cagionando l’incendio della FIAT 600  al cui interno lo stesso era stato posto”.

Inoltre, “in concorso e, comunque, in compartecipazione con altro soggetto allo stato ignoto, al fine di garantirsi l’impunità del delitto, dopo aver cagionato la morte di Antonella Alfano e prima che iniziasse il procedimento penale, simulava un incidente stradale ed il conseguente incendio della FIAT 600 a bordo della quale aveva posto il cadavere della donna spingendo la vettura giù per la scarpata della via Papa Luciani – in zona contrada Caravonne Baiata, collocando nel retrobocca del cadavere una castagna secca in modo da simulare un soffocamento autonomo, nonché incendiando la vettura al fine di distruggere tutte le tracce del delitto”.