La Guardia di Finanza festeggia il 237° compleanno, il bilancio annuale

Il Comandante Provinciale di Agrigento, colonnello Vincenzo Raffo, nella ricorrenza del 237° anniversario della fondazione della Guardia di Finanza, ha presentato i risultati operativi conseguiti nei primi cinque mesi del 2011, molto soddisfacenti non solo per i militari che vi hanno

 contribuito ma soprattutto per i cittadini che osservano le regole e sono desiderosi di legalità.

Ancor prima di procedere con la consueta rassegna sintetica dei risultati conseguiti, il Comandante Provinciale ritiene doveroso soffermarsi sul dilagante e preoccupante fenomeno dell’immigrazione clandestina che, in questi primi 5 mesi del 2011, ha riguardato essenzialmente – e quasi esclusivamente – questa provincia, in conseguenza dello stillicidio dei continui sbarchi di cittadini extracomunitari nell’isola di Lampedusa, in primis, come anche nelle coste provinciali siciliane, non scevri da ripercussioni drammatiche e talvolta tragiche. Il fenomeno immigratorio, se da un lato ha registrato ripercussioni negative in termini di grande spiegamento di uomini e mezzi per fronteggiare una emergenza senza precedenti, dall’altro occorre dare atto che ha anche connotato l’identità di un territorio, quale luogo che ha saputo sostenere e sopportare un forte ruolo nella protezione dei diritti umani dei migranti. Merito che si deve riconoscere sia alla popolazione residente che a tutte le forze dell’ordine che sono intervenute in soccorso dei residenti e degli stessi immigrati.

Stante i risvolti accaduti sotto gli occhi di tutti, si può tranquillamente affermare che il popolo lampedusano, in nome dell’intera nazione italiana, ha compreso perfettamente che l’isola sarà vista come esempio per tutti, per la profonda solidarietà umana dimostrata nell’assoluto rispetto e protezione degli esseri umani, e non solo per le sue bellezze naturali e paesaggistiche.

La lotta all’immigrazione clandestina vera e propria, è di tutta evidenza, ormai non riguarda più la mera intercettazione e il contestuale soccorso dei migranti che giungono in Italia, ma mira in concreto a sconfiggere il vero problema che sta alla base del fenomeno, ovvero l’individuazione delle organizzazioni criminali e tutti coloro che hanno fatto di questo “dramma” un vero e proprio business economico. E se non si circoscriveranno in modo efficace i mercanti della tratta di esseri umani,  gli sbarchi continueranno a esserci, con o senza mutamenti politici dei paesi del nord-Africa.

Premesso ciò, l’attività svolta nel periodo dalla Guardia di Finanza nel settore del “contrasto” all’immigrazione clandestina, anche con l’apporto delle unità aeronavali del Corpo dispiegate in Lampedusa e l’ausilio di personale appositamente inviato da altri reparti del Corpo in ambito nazionale, si è concretizzata con ben 172 interventi, nel corso dei quali  sono stati intercettati e fermati n. 17.928 soggetti stranieri, di cui 21 scafisti tratti in arresto per favoreggiamento all’immigrazione.

Le operazioni di soccorso effettuate a terra ed in mare non si contano più, e in questa sede ricordiamo, solo a titolo esemplificativo, l’ingente impiego di tutti gli uomini del Corpo disponibili che hanno collaborato con le altre forze di polizia presenti, durante il noto naufragio dell’ 8 maggio scorso, nella cui circostanza sono stati tratti in salvo complessivamente 575 immigrati.  In quella notte, senza l’intervento delle forze di polizia che si sono lanciate in mare per recuperare “di peso” gli immigrati presi dal panico, il bilancio delle vittime sarebbe stato gravissimo.

Si ritiene doveroso evidenziare, inoltre, l’impegno profuso senza soluzione di continuità da parte del personale della Brigata di Lampedusa che, nel primo periodo di arrivo di immigrati,  ha fronteggiato da solo, unitamente ai Carabinieri della locale Stazione, l’imponente ondata di arrivi sull’isola degli extracomunitari.

Passando ora alla rassegna dei risultati operativi, si premette che le Fiamme Gialle hanno operato in tutti i settori istituzionali e sono state presenti  nei 43 comuni della provincia.

La capillare presenza su tutto il territorio ha consentito di svolgere anche una significativa azione preventiva ed intervenire successivamente nei comparti operativi ove più diffusa è l’illegalità.

Da Gennaio a Maggio del corrente anno la Guardia di Finanza di Agrigento ha svolto molteplici attività nei settori squisitamente istituzionali, con particolare riguardo alla tutela della finanza pubblica (bilancio dell’Unione Europea, dello Stato e degli Enti locali) e a tutela dell’economia (nei settori del mercato dei capitali e dei servizi).

L’attività preminente svolta è chiaramente quella proiettata nel settore tributario in base alla consueta programmazione annuale sulla scorta di specifiche strategie operative emanate dal Governo Centrale.

In tale ambito, sono stati svolti 264 interventi, tra verifiche e controlli fiscali, che hanno consentito di segnalare una base imponibile di 210 milioni di euro ai fini delle Imposte dirette (Irpef ed Ires) e imposta sul valore aggiunto evasa per 3,6 milioni di euro.

La lotta alla cosiddetta “economia sommersa” ha consentito di individuare 31 evasori, nonchè la  scoperta di 14 lavoratori in nero o irregolarmente assunti e 8 datori di lavoro verbalizzati per impiego  di personale non regolarizzato.

Sono stati altresì svolti n. 43 controlli per la lotta al “caro vita”, n. 49 controlli in materia di indici di maggiore capacità contributiva (nei confronti di possessori di beni di lusso) e n. 57 controlli nei confronti di soggetti che hanno beneficiato di prestazioni sociali agevolate.

Sono state denunciate n. 18 persone per reati fiscali (D.Lgs. 74/2000) tra amministratori di società e titolari di ditte individuali.

Nell’ambito della lotta all’evasione fiscale, si cita solo una importante e complessa verifica fiscale conclusa dal Nucleo Polizia tributaria di Agrigento nei confronti di una S.r.l. in liquidazione, operante nel settore  del “commercio all’ingrosso di minerali metallici, metalli ferrosi”. L’esame della documentazione acquisita alla verifica ha permesso di constatare che la società non aveva presentato le prescritte dichiarazioni per gli anni d’imposta 2006, 2007, 2008 e 2009, accertando, oltre l’irregolare ed omessa tenuta o conservazione delle scritture contabili e degli altri documenti e registri obbligatori, ricavi non dichiarati per € 176.871.716,00, con I.R.A.P. dovuta pari ad €     8.909.375,00. Il responsabile della società è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria competente per il reato di omessa presentazione delle dichiarazioni dei redditi, nonché proposta al competente Ufficio finanziario, l’adozione delle misure cautelari previste dall’art. 22 del D.Lgs. n. 472/97 e l’adozione, alla competente A.G., della misura di sicurezza del sequestro preventivo, ai sensi dell’art. 321 c.p.p., di beni dei quali è consentita il sequestro e la confisca penale, anche per equivalente.

L’attività del Corpo si è parallelamente estesa anche al di là della semplice tutela degli interessi erariali dello Stato, orientando l’attività operativa anche a tutela dei cittadini per fronteggiare i fenomeni più macroscopici di criminalità comune ed organizzata.

A tal proposito, sono stati eseguiti appositi controlli in materia di legislazione antimafia di cui alla legge 646/1982, compresi gli appalti pubblici, dai quali sono scaturiti e già conclusi 10 accertamenti patrimoniali nei confronti di soggetti malavitosi e rispettivi nuclei familiari per complessive n. 128 persone, nella prospettiva di aggredire i patrimoni illecitamente accumulati dalle organizzazioni criminali e loro prestanomi presenti nella Provincia, nonché seguire le variazioni patrimoniali nei confronti dei soggetti interessati.

In tal senso, dall’inizio dell’anno:

  • sono state eseguite n. 2 confische, per un totale di n. 26 beni immobili e 5 automezzi (conseguenti ad accertamenti patrimoniali e relativi  sequestri di beni) nei confronti di 2 due famiglie mafiose residenti in provincia, rispettivamente per €. 21.980.000,00 e per €. 2.294.000,00;
  • sono stati sequestrati beni mobili ed immobili per un valore complessivo pari ad € 4.012.000,00, ai sensi della vigente normativa antimafia (ex art. 2 ter Legge 575/1965), così distinti:

 

unità immobiliari……… per un valore di €            1.095.700,00;

automotoveicoli ……….               per un valore di €            157.000,00;

disponibilità finanziarie per un valore di €            2.300,00;

aziende………………           per un valore di €            2.757.000,00

 

Il Nucleo di Polizia Tributaria alla sede, oltre ai compiti previsti, per ultimo, dal D.Lgs. 19/03/2001 n. 68 in materia economica e finanziaria,  incorpora anche compiti specialistici in materia di lotta alla criminalità organizzata, mediante l’utilizzo di una serie di strumenti investigativi previsti da numerosi provvedimenti normativi.

Nel sotto-comparto della lotta al riciclaggio, sono state eseguite 3 ispezioni antiriciclaggio e n. 16 interventi su operazioni sospette meritevoli di approfondimento concernenti le limitazioni di pagamento di cui alla Legge 197/1991.

Relativamente alla criminalità comune, con riferimento alle violazioni di norme previste dal Codice Penale sono stati denunziati 417 soggetti per vari reati concernenti, truffa, falso nummario, furto, ricettazione, estorsione, possesso illegale di armi e munizioni, altre leggi di P.S. ecc.

Il continuo controllo del territorio e le accurate indagini poste in essere hanno permesso di conseguire ottimi risultati nel settore della lotta alla criminalità organizzata finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. Sono stati sequestrati complessivamente  circa 1.290 grammi di sostanze stupefacenti. Sono stati denunciati 10  soggetti, di cui 5 in stato di arresto nonchè segnalati complessivamente al Prefetto n. 17 assuntori.

Nel settore delle frodi agli incentivi del bilancio nazionale e/o locale, i Reparti del Corpo hanno effettuato  8 interventi e denunciati alla Procura della Repubblica 45 soggetti a vario titolo, per indebite percezioni di finanziamenti per circa 1 milione di euro, gravanti, a titolo di cofinanziamento, sui bilanci dello Stato, delle Regioni e degli Enti locali.

Sono stati accertati danni erariali derivanti da attività di servizio riguardanti il controllo della spesa sanitaria, per € 4,8 milioni con la segnalazione all’Autorità Giudiziaria di Pubblici Amministratori.

Nell’ambito dei servizi di repressione delle truffe all’INPS, in due distinte indagini, sono stati scoperti in provincia complessivamente 152 braccianti agricoli assunti fittiziamente da quattro imprese agricole allo scopo di percepire illecitamente i contributi assistenziali relativi all’indennità di disoccupazione agricola erogata dall’I.N.P.S.

Tali attività di servizio sono il risultato di un apposito piano predisposto per monitorare il fenomeno della spesa previdenziale ed assistenziale che presenta, a livello nazionale, una rilevante incidenza percentuale sul prodotto interno lordo (p.i.l.). nell’ambito delle c.d. “prestazioni a sostegno del reddito” erogate dall’I.N.P.S., cui è stata posta particolare attenzione alle frodi derivanti dalle presunte indennità di disoccupazione agricola. Nella circostanza, l’azione investigativa ha permesso di individuare quattro imprese agricole fittizie (c.d. “cartiere”), appositamente costituite con il solo scopo di presentare all’I.N.P.S. falsa documentazione attestante 152 rapporti di lavoro, con ben 15.000 giornate di lavoro dichiarate e mai effettuate dai dipendenti delle suddette aziende, a fronte delle quali l’istituto previdenziale ha dovuto corrispondere € 547.131 a titolo di indennità’ di disoccupazione.

L’attività’ ha inoltre permesso di accertare che i braccianti agricoli, oltre a fruire indebitamente delle suddette indennità, godevano anche di contributi ai fini pensionistici. I responsabili sono stati tutti denunciati alla Procura della Repubblica per i reati di falso e truffa aggravata.

In materia di polizia ambientale sono state denunciate a vario titolo  n. 7 persone. In modo particolare, assume rilevanza una operazione di polizia giudiziaria che ha permesso di  denunciare a piede libero i responsabili di sei imprese operanti nel settore della gestione di rifiuti, con l’accusa di avere trattato rifiuti pericolosi, classificandoli come speciali.  Nella circostanza, i militari hanno scoperto che le imprese operanti hanno demolito, trasportato e recuperato in tempi diversi, residui di unità da pesca classificati come “pericolosi”, senza essere in possesso della prevista autorizzazione ed hanno annotato sugli appositi  formulari false indicazioni sulla natura, composizione e caratteristiche chimico-fisiche dei rifiuti, traendo, in tal modo,  un ingiusto profitto.

Le unità da pesca oggetto di demolizione devono considerarsi rifiuti pericolosi  in quanto trattasi di componenti legnosi differenti da quelli di provenienza industriale e domestica, perché evidenziano, in maniera oggettiva, la presenza di sostanze tossiche (impregnanti, pitture, smalti, prodotti antivegetativi ecc.) in percentuali tali da classificarli rifiuti pericolosi e pertanto in alcun modo conferibili.

Un altro settore della polizia economica, di notevole interesse operativo, riguarda il contrasto alla contraffazione dei marchi, della pirateria informatica e della tutela dei diritti d’autore. Nel comparto, sono stati effettuati 8 interventi e sequestrati complessivamente oltre 4.500 tra compact-disk e DVD, illecitamente riprodotti, n. 452 capi e/o oggetti con marchi contraffatti e denunciate a piede libero nr. 23 persone.

Tra le attività a tutela dei diritti per la salute del consumatore e’ stato scoperto un odontotecnico che esercitava abusivamente la professione di medico odontoiatra in un appartamento privato.  Nella circostanza, i finanzieri, fingendosi clienti, hanno smascherato un falso dentista, denunciato per esercizio abusivo della professione medica e per mancanza della prescritta autorizzazione sanitaria dei locali. Ne è scaturito il sequestro delle attrezzature, dei farmaci e del locale dove venivano effettuati interventi di estrazioni, cura della carie e persino impianti di protesi e apparecchi mobili, oltre ad agende utilizzate per fissare appuntamenti e moltissime schede di pazienti curati o ancora in cura.

Sempre in materia di sicurezza dei prodotti a tutela della salute dei consumatori sono stati sequestrati nr. 1087 confezioni di prodotti cosmetici contenenti sostanze dannose per la salute degli ignari acquirenti (metalli pesanti, consistenti in “cromo, nichel e cobalto”) impedendo il protrarsi del libero commercio di prodotti cosmetici  pericolosi.

Nel settore delle accise sugli oli minerali, sono stati eseguiti 48 interventi che hanno permesso di verbalizzare 48 soggetti di cui 1 denunciato all’Autorità Giudiziaria, ed il sequestro di  4.473 kg di oli minerali per autotrazione tenuti in un deposito non autorizzato e privo dei requisiti legislativi.

Nel settore della tutela del patrimonio artistico, storico, archeologico, sono stati sequestrati numerosi reperti di rilevante interesse artistico-storico-archeologico e/o numismatico, detenuti nell’abitazione di un privato collezionista agrigentino, consistenti in 170 reperti archeologici costituiti da anfore, vasi, coppette, crateri; 55 monili risalenti a varie epoche; 1206 monete antiche; una carabina; 2 pistole semiautomatiche; un revolver; 96 cartucce; 2 schioppi ottocenteschi ad avancarica (armi storiche); una pistola ottocentesca ad avancarica (arma storica); una sciabola; una scimitarra; uno stiletto e una baionetta.

Nel settore del gioco d’azzardo, sono stati effettuati numerosi interventi mirati, nel cui ambito sono stati sequestrati n. 13 videogiochi non regolamentari, solitamente detenuti illecitamente in locali occulti di alcune sale giochi, per non essere facilmente individuabili dalla forze dell’ordine.

Le attività di servizio nei confronti dei commercianti al dettaglio si sono sviluppate mediante 1.613 controlli in materia di scontrino fiscale e/o ricevuta fiscale, di cui 564 con esito irregolare (pari al 35% dei controlli) e 919 controlli su strada.

In materia di Codice della Strada, sono stati elevati circa 100 verbali, sequestrate nr. 4 autovetture e riscosse somme pari a circa 7.200 euro per violazioni al codice della strada.