Operazione antidroga ad Agrigento, 35 misure cautelari

Maxi retata antidroga questa notte nell’Agrigentino. Sono 35 le misure cautelari eseguite tra Agrigento, Favara, Porto Empedocle e Palermo su disposizione del Gip del Tribunale di Agrigento. Impegnati nell’operazione un centinaio di carabinieri e unita cinofile.

 

Alle prime luci della mattina odierna, militari della Compagnia dei Carabinieri di Agrigento hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal GIP in sede dr Stefano ZAMMUTO, nei confronti di 35 soggetti.

Nei confronti di 13 individui è stata disposta la custodia cautelare in carcere, per 7 persone sono stati disposti gli arresti domiciliari, per 3 soggetti è stato disposto l’obbligo di dimora nel territorio del comune di loro residenza  e per i rimanenti  è stato previsto l’obbligo di presentazione dinanzi la polizia giudiziaria. Tre sono ricercati.

L’indagine, denominata “Capo dei capi 2”, condotta su delega della Procura della Repubblica – sostituto procuratore dr Luca SCIARRETTA, del dipartimento delitti di estorsione, usura e contro il patrimonio, coordinato dal Procuratore Aggiunto dr Ignazio FONZO – si fonda sugli elementi di prova emersi a seguito di una lunga e complessa attività investigativa svolta, a partire dall’estate del 2007 e ancora in corso, dal Nucleo Operativo e Radiomobile dei Carabinieri della Compagnia di Agrigento e finalizzata all’accertamento di illecite attività di traffico e commercio di sostanze stupefacenti poste in essere principalmente nel territorio della città di Agrigento: i risultati investigativi hanno permesso di accertare la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza a carico di numerosi indagati in ordine a sistematiche e proficue attività illecite di acquisto, trasporto, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.

Ecco le misure cautelari disposte:

Tratti in arresto: Mohamed Belhaj, detto “Hammù”, 23 anni, operaio marocchino residente ad Agrigento. Alfonso Capraro, 24 anni, nullafacente di Agrigento. Angelo Cammilleri, inteso “Panza”, 28 anni, ambulante di Agrigento. Ivan Crisà, 36 anni, disoccupato di Palermo. Salvatore Gallo, 23 anni, fruttivendolo di Agrigento. Marco Inguanta, 31 anni, disoccupato di Agrigento. Mohammed Makkaoui, 53 anni, marocchino nullafacente  residente ad Aragona. Salvatore Pitrone, detto “Pendolino”, 26 anni, nullafacente di Agrigento. Francesco Prinzivalli, 23 anni, macellaio agrigentino. Pasquale Sanzo, detto “Lino”, 28 anni, operaio di Palermo.  Alessandro Calogero Trupia, detto “Scimmione”, 22 anni, disoccupato di Agrigento. Davide dispenza, 29 anni, disoccupato di Agrigento.

Sottoposti agli arresti domiciliari: Luigi Capraro, detto “Baldino”,  22 anni, studente di Agrigento. Napil El ganadi, commerciante marocchino di 22 anni residente ad Agrigento. Alfonso Indelicato, detto “Fonzio”, 38 anni, operaio edile agrigentino. Dario Micalizio, detto “Mogly”, 29 anni, disoccupato di Favara. Roberto Chinnici, 23 anni, nullafacente palermitano.

Sottoposti all’obbligo di dimora nel comune di Agrigento: Calogero Gambino, 27 anni, nullafacente agrigentino. Abdelaziz Mahfoudhi, detto “Aziz”, 37 anni, tunisino nullafacente residente ad Agrigento. Salvatore Vizzini, 23 anni, disoccupato di Agrigento.

Sottoposti all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria: Maurizio Capraro, 37 anni, operaio di Agrigento. Vito Giuca, operaio agrigentino di 24 anni.  Nizar Harabi, 22enne tunisino domiciliato ad Agrigento. Angelo Infantino, detto “Pesciolino”, 21 anni, operaio di Agrigento. Mario Lauricella, 26 anni, operaio licatese residente ad Agrigento. Salvatore Lentini, 24 anni, nullafacente agrigentino. Salvatore Lombardo, 19 anni, nullafacente di Agrigento. Marco Passarello, 26 anni, disoccupato di Agrigento. Nacer Snidi, 33 anni, nullafacente tunisino residente ad Agrigento. Angelo Domenico Volpe, 26 anni, nullafacente di Agrigento.

Le fonti di prova che hanno permesso di accertare l’esistenza nella città di Agrigento di un vasto ed allarmante traffico di sostanze stupefacenti di ogni tipo – cocaina, hashish, marijuana, droghe sintetiche – sono consistenti, e comprendono:

-dichiarazioni di persone informate sui fatti, tra le quali anche alcuni tossicodipendenti “clienti” degli indagati;

-dichiarazioni auto ed etero accusatorie provenienti da alcuni degli indagati assunti ad interrogatorio successivamente ai loro arresti in flagranza di delitto;

-risultati delle attività tecniche di intercettazione telefonica e c.d. ambientale su numerose utenze e autovetture in uso ad alcuni degli indagati;

-risultati dell’acquisizione dei tabulati relativi ai traffici telefonici di alcune utenze emerse nel corso delle indagini;

-numerosi sequestri di stupefacente eseguiti, a riscontro degli elementi di prova emersi nel corso delle operazioni tecniche di ascolto, sia presso alcuni degli indagati sia nei confronti di alcuni assuntori “clienti” degli stessi.

Inoltre, nel corso di circa un anno di indagine e sempre al fine di acquisire elementi oggettivi di riscontro all’imponente mole di indizi desumibili dalle operazioni tecniche di intercettazione, sono stati eseguiti dodici arresti in flagranza di delitto: in tutte queste occasioni, i principali indagati sono stati trovati in possesso di sostanze stupefacenti, a volte in quantità considerevoli, permettendo di riscontrare pienamente il contenuto delle conversazioni captate, e in ultima analisi di attribuire un crisma di attendibilità alle deduzioni investigative.

Più precisamente, nel corso delle indagini sono stati effettuati i seguenti arresti in flagranza di delitto:

–              arresto in flagranza di CATANIA Claudio e CAMMILLERI Angelo in data 24.12.2008, con contestuale sequestro di grammi 788,8 di sostanza stupefacente del tipo hashish e grammi 2,53 del tipo cocaina;

–              arresto in flagranza di SOTTILE Giuseppe in data 09.08.2008, con contestuale sequestro di grammi 87,9 di sostanza stupefacente del tipo hashish;

–              arresto in flagranza di BELHAJ Mohamed, detto “Hammù”, e di EN NOUJOUMI  Rachid in data 27.05.2009, con contestuale sequestro di grammi 292,1 di sostanza stupefacente del tipo hashish; inoltre, sempre al BELHAI Mohamed è attribuibile il sequestro di ulteriori grammi 198 di hashish rinvenuto qualche giorno prima, il 19.5.2009, nel sottosella del motociclo Piaggio, modello Torpedo di colore nero, targata BD04665, di sua proprietà, posteggiata sulla pubblica via;

–              arresto in flagranza di ZAKANI Adil in data 19.5.2009 con contestuale sequestro di grammi 100 di sostanza stupefacente del tipo hashish;

–              arresto in flagranza di INDELICATO Alfonso in data 02.02.2009, con contestuale sequestro di grammi 58,3 di sostanza stupefacente, tipo hashish;

–              arresto in flagranza di TRUPIA Alessandro in data 12.09.2008, con contestuale sequestro di grammi 09,9 di sostanza stupefacente, tipo hashish;

–              arresto in flagranza di MEKKAOUI Mohammed in data 04.03.2009, con contestuale sequestro di grammi 15 di sostanza stupefacente, tipo hashish;

–              arresto in flagranza di EL GANADI Nabil in data 01.05.2009, con contestuale sequestro di grammi 17,3 di sostanza stupefacente, tipo hashish;

–              arresto in flagranza di RUGGIERO Guido in data 05.05.2009, con contestuale sequestro di grammi 10,3 di sostanza stupefacente, tipo hashish;

–              arresto in flagranza di LOMBARDO Claudenzio e GOLINO Maria Antonietta in data 8.4.2010, con contestuale sequestro di grammi 52,90 di sostanza stupefacente del tipo hashish e grammi 1,51 di sostanza stupefacente del tipo cocaina.

L’attività investigativa ha messo in evidenza la presenza di alcuni soggetti dediti pressoché esclusivamente allo spaccio di sostanze stupefacenti, attorno ai quali gravita poi un cospicuo numero di altri spacciatori di livello inferiore, senza che tra i primi ed i secondi esista un accordo illecito stabile e continuativo, e di regola neanche un rapporto di subordinazione: ovviamente, essendo quello della città di Agrigento un territorio di dimensioni piuttosto ridotte, sono stati registrati anche plurimi scambi di sostanze stupefacenti di diverso tipo tra i principali indagati, spesso finalizzati alla detenzione per uso personale, oppure scambi di favori in ordine a singole forniture di stupefacente da assicurare a qualche amico.

Il GIP, pertanto, valutando positivamente quanto prospettato dalla Procura della Repubblica diretta dal Procuratore Capo dr Renato DI NATALE, ha accolto la richiesta disponendo la misura cautelare, per la cui esecuzione è stata delegata la Forza di Polizia che ha eseguito le indagini disposte dall’Ufficio del Pubblico Ministero.

Le indagini di Polizia, come detto, svolte su direttive della Procura della Repubblica, sono state effettuate, e tuttora proseguono nell’ambito del Comando Provinciale dei Carabinieri retto dal Colonnello Mario Di IULIO, dalla Compagnia dei Carabinieri  di Agrigento alle dipendenze del Cap. Giuseppe ASTI.