Favoreggiamento immigrazione clandestina, 4 arresti a Lampedusa

Sgominata una banda dedita al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. La Squadra mobile di Agrigento  ha arrestato, in esecuzione di un’ordinanza di applicazione degli arresti domiciliari, Maria del Rosario Marquez, originaria dell’Honduras 36 anni e residente a Lampedusa;

Rhida Trabelsi, 37 anni, tunisino, residente ad Agrigento, il connazionale Faouzi Zouabi, 37 anni, residente a Lampedusa e Antonio Insalaco, 63 anni di Canicattì. Tutti sono indagati per favoreggiamento di immigrazione  clandestina. La misura cautelare è stato emessa dal Gip di Agrigento  Luca D’Addario  su richiesta del Procuratore aggiunto Ignazio Fonzo e del Sostituto Giacomo Forte.

 

Le indagini avrebbero consentito di accertare che gli indagati, in concorso fra loro, hanno posto in essere condotte che hanno agevolato la fuga dal centro di accoglienza di Lampedusa di diversi clandestini di origine tunisina. La fuga era finalizzata ad evitare che gli stessi stranieri clandestini venissero rimpatriati nel loro paese di origine per effetto degli  accordi tra il governo italiano e quello tunisino. Più specificamente nei mesi scorsi, a seguito dei citati accordi bilaterali tra l’Italia e la Tunisia, che disciplinano il rimpatrio in quel paese dei cittadini clandestinamente giunti sulle coste italiane, si verificava la fuga dal centro di accoglienza di Lampedusa di diversi stranieri destinati ad essere rimpatriati. L’attività investigativa svolta dagli agenti Mobile e del Servizio centrale operativo operanti sull’isola di Lampedusa avrebbe permesso di accertare che le fughe erano favorite, in cambio di denaro, da Rhida Trabelsi, mediatore culturale, in servizio presso il centro di accoglienza. Trabelsi avrebbe agito con la complicità di Faouzi Zouabi, soggetto di origine tunisina, ma ormai cittadino italiano da anni residente a Lampedusa, il quale si sarebbe avvalso dell’appoggio logistico della Marquez e dell’Insalaco, che hanno provveduto ad ospitare gli stranieri presso le proprie abitazioni. Secondo quanto dichiarato dagli stranieri fuggiti e poi rintracciati, gli accordi con gli indagati prevedevano il loro accompagnamento sino al confine francese, dietro pagamento della somma di 3000 euro, in parte dagli stessi fuggiaschi già anticipata.