Operazione ‘Maginot’, una pista porta anche a Cattolica Eraclea

Porterebbe anche a Cattolica Eraclea un filone dell’inchiesta antimafia “Maginot” sfociata in dieci arresti. Ci sarebbero due indagati cattolicesi nell’ambito dell’inchiesta sui favoreggiatori della latitanza del boss Giuseppe Falsone, arrestato a Marsiglia l’anno scorso alla fine di giugno.

Non si esclude che tra le carte dell’inchiesta della Squadra mobile e della Dda possano esserci cosiddetti colletti bianchi. Un covo caldo di Falsone fu trovato anche tra Ribera e Cattolica Eraclea. Questa mattina, nel dare la notizia dell’operazione “Maginot”, alcuni organi di informazione, tra cui l’Ansa, la più importante agenzia di informazione, hanno parlato di arresti anche a Campobello di Licata e Cattolica Eraclea. Ecco il lancio Ansa: “Dieci ordinanze di custodia cautelare, firmate dal gip e richieste dalla Dda di Palermo, sono state eseguite stanotte dalla squadra mobile di Agrigento fra Campobello di Licata, Cattolica Eraclea ed Agrigento. Sono fiancheggiatori dell’ex numero uno di cosa nostra Giuseppe Falsone, arrestato, dopo 11 anni di latitanza, a Marsiglia a fine giugno dello scorso anno, da dove continuava a comandare. Il Gip ha anche disposto il sequestro preventivo di 15 aziende, dei settori edile e movimento terra, per un valore di circa 7 milioni di euro. (ANSA)”.