Inchiesta ‘Maginot’, l’avvocato Nino Gaziano vittima di un ‘pesce d’aprile’

“L’avvocato Gaziano, al quale va la nostra stima e solidarietà, non si è mai dimesso da presidente dell’Ordine degli avvocati di Agrigento e la sua carica non è stata messa nemmeno in discussione: è una notizia infondata quella diffusa ieri da alcuni mezzi di informazione”.

Lo ha detto l’avvocato Ignazio Valenza, consigliere segretario dell’Ordine forense agrigentino, intervenendo per fare chiarezza sulla “falsa notizia”, una sorta di “pesce d’aprile”, diffusa ieri sulle presunte dimissioni dalla carica di presidente dell’ordine dell’avvocato Gaziano raggiunto da un avviso di garanzia per favoreggiamento alla mafia nell’ambito dell’inchiesta “Maginot” della Squadra mobile di Agrigento e della Dda di Palermo sfociata ieri in dieci arresti e cinque indagati le cui posizioni sono al vaglio degli inquirenti.

Intanto, giovedì sera, approvando un deliberato consiliare d’urgenza, il consiglio dell’Ordine degli avvocati di Agrigento, “preso atto della comunicazione effettuata dal presidente avvocato Antonino Gaziano, all’unanimità, manifesta sorpresa ed esprime piena solidarietà nei confronti dello stesso, avendo contezza della sua dirittura morale, professionale, confida nelle celere definizione dell’attività investigativa riponendo piena fiducia nell’operato della magistratura”.

Non ci sono le dimissioni che qualcuno forse avrebbe voluto. Non se ne è nemmeno discusso. L’avvocato Gaziano è andato in consiglio da presidente e ha aperto la seduta comunicando formalmente dell’indagine a suo carico. Poi, “per correttezza”, si è allontanato dall’aula. A presiedere la seduta, al suo posto, quale consigliere più anziano, è rimasto l’avvocato Lilla Azzarello. “Ma solo per questa seduta, non significa che sia stato eletto un nuovo presidente – ha puntualizzato l’avvocato Valenza -. Perché il  presidente è ancora l’avvocato Gaziano”.